Da oggi in radio “Voglio essere una tua bugia”
Prefettura di Lecce
L’ETÀ INQUIETA. IL BISOGNO DI ESSERE ASCOLTATI, COMPRESI E
Oggi, venerdi 27 marzo 2026, alle ore 10:00, presso il Cinema Multisala Massimo, si è tenuto il convegno dal titolo " età inquieta. Il bisogno di essere ascoltati, compresi è tenuto il convegno dal titolo età inquieta. Il bisogno di essere ascoltati, compresi e visti
L’iniziativa, fortemente voluta dal Prefetto Natalino Manno, è nata dalla volontà di accendere i riflettori sulle fragilità, le aspettative e le necessità comunicative delle nuove generazioni, favorendo un dialogo diretto tra i ragazzi e i rappresentanti delle istituzioni e del mondo educativo.
Oltre 450 studenti provenienti dagli istituti di istruzione secondaria inferiore e superiore del capoluogo e della provincia hanno preso parte all’iniziativa.
L’evento, moderato da Rosario Tornesello, Direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, si è aperto con il saluto istituzionale del Prefetto, che ha evidenziato l’importanza di un siffatto momento di confronto quale strumento di cittadinanza attiva.
Prendendo spunto dai recenti e gravi fatti di cronaca verificatisi di recente a La Spezia e a Bergamo, ha posto l’accento sulla necessità di assicurare un’adeguata
azione di controllo e monitoraggio sul fenomeno dell’introduzione di armi bianche nelle scuole. Ha poi ribadito l’importanza delle iniziative volte a favorire le occasioni
di confronto con le scuole, le famiglie e i docenti al fine di affrontare situazioni di rabbia e violenza. In tale prospettiva, ha sottolineato la necessità di ascoltare i ragazzi
e dare loro dei punti di riferimento, per renderli protagonisti di una società migliore e accompagnarli nel percorso di crescita.
Ne è seguito un dibattito che ha visto il contributo di figure di spicco nel campo del sociale, della giustizia minorile e della psicologia.
In particolare, Simona Filoni, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, ha evidenziato come talune condotte poste in essere con leggerezza dai giovani possano integrare delle fattispecie di rilievo penale, soprattutto nel contesto attuale, dove spesso la violenza, sia fisica che verbale, viene utilizzata come mezzo di comunicazione.
Ha inteso sensibilizzare i ragazzi sull’importanza del rispetto reciproco e della libertà altrui. Al contempo, ha invitato gli adulti a comprendere le ansie dei giovani e tendere loro la mano, in modo da combattere l’indifferenza e il sentimento di solitudine che pervade le vite dei giovani di oggi. L’intervento si è concluso con il Prefettura di Lecce Ufficio di Gabinetto richiamo alle parole di Papa Francesco sull’invito ad abbracciare la vita con fiducia e ottimismo sulle note della canzone “Pensa” di Fabrizio Moro.
Il dibattito è proseguito con l’intervento di Monica Scotto Di Carlo, Responsabile dell’ Psicologia Ospedaliera "Vito Fazzi" di Lecce, che ha posto l’accento sul valore del dialogo e sulla capacità di costruire rapporti nel mondo reale basati sul contatto diretto e andando oltre la barriera del web e dei social.
Del pari, ha evidenziato l’importanza del ruolo educativo dei genitori ai quali è affidato il compito di accompagnare i figli nel percorso di crescita e di
responsabilizzarli, nella consapevolezza che anche gli errori, in cui fisiologicamente si incorre, fanno parte del della vita di ogni persona e sono occasioni di miglioramento.
È poi intervenuta Suor Simona Biondin, Direttrice della Fondazione Istituti Riuniti Salotto e Fiorito e dell'Istituto Mater Dei, da oltre vent’anni impegnata come docente in percorsi di crescita di adolescenti, che ha invitato gli studenti a riconoscere la propria unicità ed a lavorare sui propri elementi di forza per trovare nel domani il proprio posto nel mondo, evitando l’isolamento ed il senso di solitudine che spesso attanaglia i giovani, soprattutto nell’utilizzo dei social network. Ha poi richiamato i ragazzi sull’esigenza di non cadere nelle lusinghe della criminalità organizzata e di scegliere di stare dalla parte delle regole coerenti, chiare e non violente, sentendosi parte attiva della società e facendo sentire la propria voce.
Il vero cuore della manifestazione è stato il confronto con i numerosi ragazzi in sala, che hanno voluto portare il proprio pensiero, rivolgendo ai relatori numerosi interrogativi sul rapporto con gli adulti, genitori ed insegnanti, ed esprimendo il forte desiderio di essere ascoltati, più che sentiti. I ragazzi hanno anche riscoperto la bellezza delle piccole cose, come il dialogo e la condivisione di esperienze con i propri compagni, senza dare troppo peso a beni materiali. Carico di significato, in proposito, è stato l’intervento del piccolo Jacopo: “Io non sono né ricco né povero, né intelligente né stupido, ma vado in biciletta con i miei amici e questo mi rende felice”.