Cittadini consapevoli in campo e nella vita: al Banzi vince la legalità
di Davide Tommasi
Incontro formativo con forze dell’ordine, avvocati e manager sportivi per educare giovani al rispetto e alla responsabilità.
LECCE – Un’aula magna gremita, attenta e partecipe ha ospitato il secondo incontro formativo del progetto Scuola e Legalità, svoltosi presso il Liceo Scientifico “G. Banzi” di Lecce. L’iniziativa, rivolta agli studenti dei licei scientifici e di alcune scuole secondarie di primo grado della provincia, si inserisce in un percorso educativo strutturato che mira a coniugare sport, legalità e responsabilità sociale, offrendo ai giovani strumenti concreti per interpretare il presente e affrontare con consapevolezza le sfide del futuro.
Determinante il contributo della Dirigente scolastica, prof.ssa Antonella Manca, che ha accolto il progetto con profonda convinzione e spiccata sensibilità istituzionale, confermando ancora una volta il ruolo centrale della scuola come snodo fondamentale tra formazione, istituzioni e territorio. Nel suo intervento ha sottolineato come l’istituzione scolastica debba essere sempre più un luogo vivo di confronto, aperto al dialogo con le autorità civili, le forze dell’ordine, il mondo dello sport e delle professioni, affinché i giovani possano entrare in contatto diretto con esperienze reali e modelli positivi.
La Dirigente ha rimarcato l’importanza di una scuola intesa non solo come spazio di apprendimento nozionistico, ma come laboratorio permanente di cittadinanza attiva, in cui i valori della legalità, del rispetto delle regole, della responsabilità individuale e collettiva trovino applicazione concreta nella quotidianità. In questa prospettiva, progetti come Scuola e Legalità rappresentano strumenti educativi essenziali per accompagnare gli studenti in un percorso di crescita che coinvolge non solo la dimensione scolastica, ma anche quella civile e personale.
La prof.ssa Manca ha infine evidenziato come il dialogo con le istituzioni e con il mondo dello sport contribuisca a rafforzare nei giovani il senso di appartenenza alla comunità, stimolandoli a diventare cittadini consapevoli, responsabili e partecipi, capaci di affrontare le sfide del futuro con spirito critico, rispetto delle regole e fiducia nelle istituzioni democratiche.Il valore educativo dello sport secondo il Delegato Provinciale del CONI
Sport e legalità secondo il Delegato CONI Luigi Renis
Un contributo significativo è stato offerto da Cav. Luigi Renis, Delegato Provinciale del CONI per Lecce, che ha sottolineato come lo sport possa essere un potente strumento educativo per i giovani, capace di trasmettere valori di legalità, rispetto delle regole e responsabilità personale.
Renis ha evidenziato che la pratica sportiva non rappresenta solo un’occasione di svago o di competizione, ma una vera e propria palestra di vita, dove imparare a gestire le emozioni, cooperare con gli altri, rispettare norme e limiti, e affrontare le sfide con spirito etico. Lo sport consente ai ragazzi di sperimentare concretamente il concetto di cittadinanza attiva, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità e il rispetto reciproco.
Il Delegato ha inoltre ricordato l’importanza di una stretta collaborazione tra istituzioni sportive, scuole e territorio, per garantire contesti inclusivi e sicuri, dove ogni giovane possa crescere non solo come atleta, ma anche come cittadino consapevole e responsabile. In questa prospettiva, iniziative come Scuola e Legalità rappresentano strumenti essenziali per coniugare sport, formazione e valori civici, preparando le nuove generazioni ad affrontare il futuro con competenza, etica e partecipazione attiva.
Sicurezza, memoria e responsabilità: l’intervento del Questore di Lecce
Ad aprire il ciclo di interventi è stato il Questore di Lecce, dott. Giampietro Lionetti, che ha sviluppato una riflessione ampia e profonda sul concetto di sicurezza, intesa non come mera attività repressiva, ma come responsabilità condivisa tra istituzioni e cittadini.
Attraverso slide esplicative e casi reali, il Questore ha illustrato cosa si cela dietro l’organizzazione di un evento sportivo o di una manifestazione pubblica, spiegando come in Italia l’approccio alla sicurezza sia radicalmente cambiato dopo episodi drammatici che hanno segnato un punto di non ritorno nella gestione dell’ordine pubblico.
Tra questi, il riferimento all’uccisione dell’ispettore Filippo Raciti e alla morte di un tifoso della Roma durante una finale di Coppa Italia, eventi che hanno imposto una revisione profonda dei protocolli di prevenzione, delle responsabilità e delle procedure operative.
Lionetti ha ribadito come la legalità non sia un insieme di divieti, ma una condizione di libertà, ricordando agli studenti che il rispetto delle regole consente a tutti di vivere lo sport e gli eventi pubblici in sicurezza e serenità.
La macchina della sicurezza: ruoli, procedure e competenze
Accanto al Questore è intervenuto il Commissario Capo dott. Valerio Tornese, del Commissariato di Nardò, che ha accompagnato gli studenti in un vero e proprio viaggio all’interno della complessa macchina organizzativa che governa ogni evento pubblico, sportivo o di piazza. Il suo intervento ha permesso di comprendere quanto la sicurezza sia il risultato di una pianificazione accurata e di un lavoro di squadra che coinvolge numerose professionalità, spesso lontane dai riflettori ma fondamentali per il buon esito di ogni manifestazione.
Con un linguaggio chiaro ma al tempo stesso rigoroso dal punto di vista tecnico, Tornese ha illustrato i numerosi adempimenti burocratici e operativi che precedono una partita di calcio, una manifestazione sindacale o un grande evento cittadino: dalla fase di valutazione del rischio alla pianificazione preventiva, dalla suddivisione puntuale dei ruoli alla definizione delle responsabilità, fino al coordinamento delle forze dell’ordine e degli altri soggetti coinvolti.
Un racconto dettagliato che ha messo in luce come nulla sia lasciato al caso e come ogni decisione venga assunta con l’obiettivo primario di garantire sicurezza, ordine pubblico e tutela dei diritti di tutti i partecipanti.
L’intervento ha reso evidente agli studenti quanto lavoro, spesso invisibile, si celi dietro eventi che vengono vissuti come momenti di svago o di partecipazione collettiva, sottolineando l’importanza della prevenzione e della professionalità degli operatori impegnati sul campo.
A completare il quadro, l’intervento del dott. Cecere della DIGOS di Lecce, che ha approfondito la dottrina operativa in materia di eventi ad alta complessità e di ordine pubblico. Attraverso slide, schemi e esempi concreti, ha illustrato il funzionamento del tavolo tecnico, del GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) e delle diverse figure istituzionali coinvolte nella gestione degli eventi, mostrando come la prevenzione sia il frutto di studio, analisi del rischio, intelligence e coordinamento costante.
Il contributo della DIGOS ha permesso di comprendere come la sicurezza moderna non sia soltanto intervento, ma soprattutto anticipazione, capacità di leggere i contesti, individuare le criticità e adottare soluzioni condivise prima che si verifichino situazioni di pericolo, rafforzando così la cultura della legalità e della responsabilità collettiva.
Diritto e sport: educare alla legalità attraverso le regole
Di grande spessore l’intervento del prof. avv. Antonio De Mauro, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, che ha posto con forza l’accento sul valore educativo del diritto nello sport, evidenziando come le regole non rappresentino un limite alla libertà, ma uno strumento indispensabile per garantire equilibrio, correttezza e sicurezza.
Nel suo intervento De Mauro ha spiegato come ogni disciplina sportiva sia governata da un articolato sistema normativo, costruito per tutelare atleti, società e spettatori, e come la conoscenza delle regole giuridiche contribuisca in maniera determinante alla formazione di cittadini consapevoli, responsabili e rispettosi delle istituzioni.
Il Presidente dell’Ordine ha sottolineato come il diritto sportivo, al pari di ogni altro ramo del diritto, sia espressione dei valori fondanti della convivenza civile: rispetto delle regole, lealtà, correttezza e senso di responsabilità. In questa prospettiva, lo sport diventa un vero e proprio strumento educativo, capace di insegnare ai giovani il valore delle norme e l’importanza di accettarle come garanzia di equità e tutela per tutti.
L’avvocatura, ha rimarcato De Mauro, non svolge soltanto la funzione di difesa in sede giudiziaria, ma riveste anche un ruolo sociale ed educativo, soprattutto quando si confronta con il mondo della scuola. Dialogare con i giovani su temi quali responsabilità individuale, etica del comportamento, rispetto delle regole e fiducia nelle istituzioni significa contribuire in modo concreto alla costruzione di una cultura della legalità solida e duratura.
Sulla stessa linea si è inserito l’intervento dell’avv. Emanuela De Leo, componente della Commissione Sport del COA Lecce, che ha approfondito con sensibilità e competenza i temi della tutela dei minori, della parità di genere e dell’inclusione nello sport. L’avvocata ha evidenziato come l’ambiente sportivo debba essere uno spazio sicuro, protetto e rispettoso, in cui ogni persona possa esprimersi senza timore di discriminazioni o abusi.
De Leo ha inoltre sottolineato l’importanza di prevenire comportamenti scorretti e fenomeni di esclusione attraverso regole chiare, formazione adeguata e una costante attenzione ai diritti delle fasce più vulnerabili. Lo sport, ha ribadito, può e deve essere un potente strumento di integrazione sociale, capace di promuovere valori di uguaglianza, rispetto e solidarietà, soprattutto tra i più giovani.
Formazione universitaria e professioni dello sport
Il prof. Attilio Pisano, Presidente del Corso di Laurea in Diritto e Management dello Sport dell’Università del Salento, ha offerto agli studenti una visione strategica e prospettica del futuro dello sport, soffermandosi sul profondo cambiamento che il settore sta attraversando. Nel suo intervento ha evidenziato come lo sport contemporaneo non possa più essere considerato soltanto come pratica agonistica o intrattenimento, ma come un sistema complesso, che coinvolge aspetti giuridici, economici, organizzativi, sociali ed etici.
Pisano ha sottolineato come oggi il settore sportivo richieda competenze trasversali e altamente specialistiche: dalla conoscenza delle normative nazionali e internazionali alla gestione economica delle società, dall’organizzazione degli eventi alla tutela degli atleti, fino alla promozione dei valori educativi e sociali dello sport. In questo contesto, la figura del professionista dello sport assume un ruolo sempre più centrale e responsabile, chiamata a operare con competenza, trasparenza e senso civico.
La formazione universitaria, ha spiegato il docente, rappresenta uno strumento fondamentale per trasformare la passione sportiva in professionalità qualificata, capace di rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione. I percorsi accademici dedicati al diritto e al management dello sport permettono di coniugare conoscenze teoriche e applicazioni pratiche, preparando figure in grado di operare nel rispetto della legalità, della sostenibilità e dell’interesse pubblico.
Il professore ha infine invitato gli studenti a considerare lo studio come un investimento sul proprio futuro, ricordando come lo sport offra oggi numerose opportunità professionali, a condizione che siano affrontate con preparazione, responsabilità e una solida base valoriale. Un messaggio chiaro: competenza e legalità sono le chiavi per costruire lo sport di domani.
Dallo stadio al territorio: sicurezza e organizzazione
Molto apprezzato l’intervento del dott. Donato Provenzano, Stadium Manager dell’U.S. Lecce, che ha portato all’attenzione degli studenti e dei presenti l’esperienza concreta e quotidiana della gestione di uno stadio di Serie A, illustrando un ambito spesso poco conosciuto ma di fondamentale importanza per la sicurezza e il buon funzionamento degli eventi sportivi.
Provenzano ha descritto come uno stadio moderno non sia soltanto un luogo di competizione sportiva, ma una struttura complessa, che richiede competenze tecniche, organizzative e normative estremamente articolate.
Nel suo intervento ha spiegato il lavoro quotidiano necessario per garantire sicurezza, accoglienza, accessibilità e funzionalità dell’impianto: dalla gestione dei flussi di pubblico al rispetto delle normative in materia di safety e security, dalla manutenzione delle strutture al coordinamento con forze dell’ordine, steward, personale sanitario e volontari. Ogni partita, ha sottolineato, è il risultato di una pianificazione accurata e di una rete di competenze e responsabilità condivise, in cui nulla può essere lasciato all’improvvisazione.
Provenzano ha inoltre evidenziato come la gestione di uno stadio rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra sport, istituzioni e territorio, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole per garantire un’esperienza sportiva sicura e inclusiva per tutti.
A completare il quadro giuridico-sportivo, l’intervento dell’avv. Alfonso Parente Stefanizzi, Coordinatore della Commissione Sport del COA Lecce, che ha ribadito con forza l’importanza di una collaborazione stabile e strutturata tra istituzioni, ordini professionali e mondo sportivo.
Secondo Stefanizzi, solo attraverso un dialogo costante e una visione condivisa è possibile diffondere una cultura della legalità concreta e operativa, capace di tradursi in comportamenti responsabili e in prassi efficaci, andando oltre l’astrazione delle norme e incidendo realmente sulla qualità e sulla sicurezza dello sport.
Il suo intervento ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di formare operatori, dirigenti e atleti sempre più consapevoli del valore delle regole, affinché lo sport continui a essere non solo spettacolo e competizione, ma anche palestra di legalità, rispetto e responsabilità civile..
Innovazione, tecnologia e passione: l’esempio di Luisa Rizzo
La testimonianza della dott.ssa Luisa Rizzo, campionessa mondiale di Drone Racing, ha offerto agli studenti uno sguardo innovativo e stimolante sullo sport del futuro, dimostrando come passione, tecnologia e disciplina possano fondersi in un contesto agonistico moderno e altamente competitivo. Rizzo ha raccontato la propria esperienza personale, evidenziando come la preparazione tecnica, l’allenamento costante e il rispetto delle regole siano elementi fondamentali per eccellere, non solo nello sport tradizionale, ma anche nelle nuove discipline emergenti.
Durante il suo intervento, la campionessa ha spiegato come il Drone Racing richieda conoscenze tecnologiche avanzate, capacità di concentrazione, prontezza decisionale e gestione dello stress, sottolineando che ogni gara è il risultato di un lavoro meticoloso e della combinazione tra talento individuale e disciplina. Ha inoltre messo in luce come la sicurezza e il rispetto delle regole non siano meri vincoli, ma strumenti indispensabili per garantire correttezza, equità e professionalità, valori trasferibili anche nella vita quotidiana e nel mondo del lavoro.
Rizzo ha parlato ai giovani anche degli aspetti professionali e delle opportunità offerte da questa disciplina emergente: dall’ingegneria dei droni alla gestione degli eventi, dalla promozione della tecnologia nella formazione giovanile alla possibilità di diventare professionisti riconosciuti a livello internazionale. La sua testimonianza ha mostrato come lo sport possa evolversi, innovarsi e aprire nuove strade professionali, senza mai tradire i valori tradizionali della lealtà, del rispetto e della collaborazione.
In chiusura, la dott.ssa Rizzo ha lanciato un messaggio motivante: qualsiasi passione, se coltivata con impegno, rigore e rispetto delle regole, può trasformarsi in un’opportunità concreta di crescita personale e professionale, confermando che le nuove frontiere dello sport non sono soltanto spettacolo, ma anche strumenti educativi e formativi capaci di ispirare le nuove generazioni.
Il dialogo con i giovani e il valore delle domande
Il confronto con gli studenti ha rappresentato uno dei momenti più intensi e significativi dell’incontro, trasformando l’aula in un vero laboratorio di idee e riflessioni condivise. Tra le domande più incisive quella di Carlo, allievo del Liceo Banzi, che ha chiesto ai relatori quale ruolo abbia oggi la digitalizzazione e l’uso delle immagini nella gestione degli eventi sportivi: uno spunto capace di innescare un dibattito profondo e stimolante, non solo sugli aspetti tecnici, ma anche su quelli etici e culturali.
I relatori hanno spiegato come la tecnologia, dai sistemi di videosorveglianza agli strumenti digitali di monitoraggio e controllo, non debba essere percepita come un mezzo punitivo, ma come una risorsa fondamentale per garantire sicurezza, trasparenza e correttezza. L’uso delle immagini, hanno sottolineato, consente di ricostruire con precisione eventi critici, prevenire comportamenti scorretti e proteggere sia gli spettatori sia gli atleti, trasformando la tecnologia in uno strumento al servizio della legalità e della tutela dei diritti.
La riflessione si è allargata anche al tema della responsabilità digitale, con l’accento sull’importanza di un uso consapevole degli strumenti tecnologici: dai gestori degli eventi ai tifosi e ai partecipanti, tutti devono operare nel rispetto delle regole, comprendendo che la tecnologia non sostituisce la responsabilità individuale, ma la supporta e la rafforza.
Questo momento di dialogo ha reso chiaro agli studenti come la legalità e l’innovazione possano coesistere, e come la cultura della sicurezza e della trasparenza nello sport sia oggi indissolubilmente legata alle competenze digitali, alla correttezza e alla fiducia reciproca. Un’occasione preziosa per comprendere che la tecnologia, se utilizzata con etica e responsabilità, diventa strumento di crescita collettiva, educando alla prevenzione, alla civiltà e alla gestione consapevole di situazioni complesse.
Cultura, sport ed emozioni: il finale musicale
A chiudere l’incontro, la musica della band del Liceo Banzi, che ha eseguito La leva calcistica della classe ’68 di Fabrizio De André. Un brano capace di unire sport, vita e valori umani, che ha emozionato il pubblico e sintetizzato lo spirito dell’iniziativa.
Il progetto Scuola e Legalità si conferma così un modello educativo di alto profilo, capace di utilizzare lo sport come strumento di educazione civica e culturale.
Un’esperienza che rafforza il legame tra scuola, istituzioni e territorio e che lascia ai giovani un messaggio chiaro e potente: la legalità non è un limite, ma una straordinaria opportunità di crescita personale e collettiva.