CIA Agricoltori Salento: “Inaccettabili le dichiarazioni del Ministro Lollobrigida”

Le dichiarazioni rese dal Ministro Lollobrigida in merito alla situazione olivicola del Salento risultano, nella loro genericità e mancanza di fondamento sia sostanziale che formale, assolutamente inaccettabili e destano profonda preoccupazione. È opportuno evidenziare che, qualora si volessero individuare motivazioni generiche per giustificare la nomina di un commissario straordinario, cui peraltro tale competenza spetta in via esclusiva al Ministero, non si comprende come mai si indugi nel procedere a una designazione immediata senza paventare motivazioni assurde, false e fantasiose. Dal nostro osservatorio tecnico si ritiene necessario portare all'attenzione le criticità e gli elementi essenziali che delineano una realtà ben più complessa e delicata rispetto a quanto espresso dal Ministro.


In primo luogo, è indubbio che qualora vi fossero stati casi di truffe e ingiustificate appropriazioni di fondi senza il conseguimento dei risultati previsti, è doveroso esprimere ferma condanna nei confronti degli eventuali responsabili, in quanto ciò rientrerebbe nell’ambito della cosiddetta delinquenza comune, questa ipotesi appare del tutto fuori luogo nel contesto attuale e non alberga nella professionalità e serietà degli agricoltori e tecnici salentini. Si torna quindi ad un equivoco di natura concettuale, poiché ogni pratica relativa ai finanziamenti per la lotta alla Xylella viene scrupolosamente monitorata in tutte le sue fasi, antecedenti e successive all’erogazione, con collaudi rigorosi prima del saldo finale. Tali controlli sono effettuati non solo a livello regionale ma anche da enti come Agea, con controlli di secondo livello, a garanzia di trasparenza e correttezza nella realizzazione del progetto.


Il Ministro ignora il rilevante ritardo accumulato dal Ministero stesso nell’attuazione e nell’erogazione dei fondi destinati alle misure di contrasto alla diffusione della Xylella e al sostegno dell’olivicoltura salentina. Le risorse messe concretamente a disposizione finora sono state scarsissime e assolutamente insufficienti a far fronte alle esigenze del comparto colpito da una simile sciagura. Si tralascia inoltre il fatto che, fino a poco tempo fa, erano autorizzate al reimpianto soltanto due cultivar, il Leccino e la Favolosa FS17. La reperibilità di queste piante si presenta di elevata difficoltà: i vivai segnalano una grave carenza di tali varietà e chi ha effettuato prenotazioni anche due anni fa potrà vedere le consegne realisticamente non prima di settembre 2026. Una situazione questa che rallenta inevitabilmente l’intervento agronomico su un territorio già fortemente compromesso. Altresì, il Ministro sembra non tenere in debito conto le complesse operazioni tecniche che si susseguono tra l’espianto degli ulivi infetti e il reimpianto di nuove specie. Tale processo comporta fasi impegnative quali l’estirpazione, la pulizia del terreno, la macinatura dello stesso e il successivo reimpianto, accompagnate da costi di gestione elevati. La spesa media stimata per ettaro si aggira intorno ai 1.500-2.000 euro annuali per garantire il mantenimento e la crescita delle giovani piante fino al raggiungimento della produttività, un periodo minimo di almeno quattro anni. In questa fase cruciale, il Ministero risulta invece totalmente assente o gravemente ritardatario nei suoi doverosi interventi. (SEGUE NEL COMUNICATO STAMPA ALLEGATO)

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