Castro Jazz Festival, grande successo per l'edizione 2026: è nata una nuova comunità musicale
Un’edizione speciale per il Castro Jazz Festival, quella 2026, la quarta della sua storia: al punto che dai musicisti che hanno preso parte alla settimana di full immersion appena trascorsa ancora arrivano all’Associazione Culturale Jazz “Bud Powell”, ideatrice e organizzatrice della rassegna, attestati di stima. E moti di nostalgia per la bellezza diffusa che il Festival è riuscito a creare in quei giorni tra le mura antiche del centro storico di Castro.
E apprezzatissima, appunto. Ad esempio da Maria Pia De Vito, cantante e compositrice partenopea quest’anno tra gli ospiti del Festival, di recente: “Volevo scrivere diffusamente di quanto bella e complessa sia stata l’esperienza di Castro Jazz, tra residenze di scrittura per orchestra, classi di strumento, musica di insieme, interplay con relativi concerti in piazza, laboratori per bambini e laboratorio per grande ensemble, diretto dal’immaginifico Marco Colonna. Concerti belli nel castello, concerti e jam session degli studenti in piazza, seguitissime fino a ora tarda: si può dire che Castro Jazz abbia portato una ventata di vita e ossigeno in un paese bello come Castro, provato dalla pressione incessante del caldo infernale. Bravi bravi!”.
Centinaia di appassionati ogni sera, molti dei quali pronti ad esibirsi con gli artisti presenti durante le jam session serali, sessanta studenti tra Summer School, residenza artistica di composizione “Between Ink and Sound”, “Kids School of Jazz”, quindici docenti: per la prima Marco Colonna, Nicola Andrioli, Maria Pia De Vito, Giancarlo Del Vitto, Stefano Senni, Alessandro Paternesi ed Emanuele Coluccia, per la seconda Vincenzo Presta, Gabriele Di Franco e Simone Stefanizzi, a Kids School of Jazz Dionisia Cassiano, Giada Chiara Magagnino, Anna Claudia Calabrese, Giorgia Brandi e Angelo Urso. All’insegna di un grande amore per il jazz e del desiderio condiviso di valorizzare il territorio salentino attraverso la musica e la collaborazione: Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e dell’atmosfera che si è creata durante questa edizione del Castro Jazz.
Risultato, la creazione di una vera e propria comunità, non solo musicale, che continua a condividere bellezza anche ora che il Festival è in pausa, in attesa dell’edizione 2027 (su cui si sta già ragionando): “Fin dall’inizio, il nostro obiettivo è stato quello di costruire una comunità e fare in modo che ogni persona potesse sentirsi protagonista del festival, o meglio, di questa grande festa”, spiega il direttore artistico Francesco Negro. “Abbiamo messo in campo tutte le nostre energie, coinvolgendo associazioni, realtà culturali e persone del territorio, con la convinzione che un evento come questo possa crescere davvero solo attraverso la partecipazione e la condivisione”.
Il progetto nasce infatti con il sostegno di realtà istituzionali e culturali di primo piano: il Consiglio Regionale della Puglia in primis, ma poi il Comune di Castro, la Provincia di Lecce e “Terre a Levante – Unione dei Comuni di Andrano Spongano Diso Castro”. A rafforzarne il profilo nazionale e artistico contribuiscono anche MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz, insieme al contributo di Puglia Culture – Strategia e Sviluppo e Puglia Sounds, con la Fondazione Puglia a fare da cornice di continuità e visione”. E accanto ai patrocini, un’ampia rete di partner a rendere il festival un’esperienza completa, non solo da ascoltare ma da vivere: radio/altriSuoni, Acli Arte e Spettacolo, GleAM Records, Scuola di musica “Risuoni”, APS Atena, CTA – Centro Turistico Acli, Italia Jazz Club, Compagnia Salvatore Della Villa e Gust-è, “quest’ultimi a darci l’opportunità di lavorare dal punto di vista dell’inclusione. E, per come è andato anche questo profilo della rassegna, possiamo dire che è stato un grande successo”.