Calimera, cronaca di un’apocalisse bianca: quando la grandine ha cancellato la primavera

di Davide Tommasi

Una violenta grandinata trasforma in pochi minuti il volto primaverile del paese salentino.

CALIMERA (Lecce) – Non è stata una pioggia, non è stato un temporale passeggero. È stata una secchiata di ghiaccio piovuta dal cielo che, in un battito di ciglia, ha polverizzato la primavera. Per pochi, interminabili minuti ore 7.55, Calimera ha smesso di essere un comune salentino baciato dal sole per trasformarsi in un paesaggio artico, spettrale, quasi violento nella sua bellezza improvvisa.

​Il cielo si è chiuso, il mondo si è fermato

​Tutto è successo in un lampo. Il cielo si è sigillato, diventando di un grigio plumbeo che non prometteva nulla di buono. Poi, il rumore: quel ticchettio secco che in pochi secondi è diventato un fragore assordante. La grandine è scesa fitta, cattiva, senza dare il tempo di mettere al riparo nulla.

​In quegli istanti, la primavera è stata letteralmente cancellata. I fiori appena sbocciati sono finiti sepolti sotto una coltre di chicchi gelati; il verde degli alberi è sparito dietro un muro bianco. Chi era in auto si è trovato immerso in un acquitrino di ghiaccio, con i tergicristalli impotenti di fronte a una furia che ha reso le strade simili a piste da sci.

​Un paesaggio lunare in pieno Salento

​Le immagini che restano impresse sono quelle di un paese surreale. Tetti bianchi, marciapiedi scomparsi, auto intrappolate in un fiume di ghiaccio e acqua. Non era neve soffice, era materia solida che ha ridisegnato i profili delle strade in pochi minuti di follia climatica.

​L'aria si è fatta gelida, il respiro pesante. Chi guardava dalle finestre ha assistito a un corto circuito stagionale: il termometro che crolla e il paesaggio che muta pelle, passando dal tepore di marzo al gelo di gennaio senza alcun preavviso.

​Il dopo: il silenzio del ghiaccio

​Passata la tempesta, resta il silenzio irreale di un paese imbiancato a forza. Mentre il ghiaccio inizia lentamente a sciogliersi, lasciando spazio a pozze profonde e grandine , resta lo shock per un evento di una potenza rara. Calimera oggi ha vissuto sulla propria pelle cosa significa la fragilità del clima: una primavera spazzata via da una manciata di minuti di ghiaccio puro.

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