BANCA SANGUE CORDONALE DI SAN GIOVANNI ROTONDO

PRESIDIO DA POTENZIARE PER NON RISCHIARE DI PERDERLO”

Nota del presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri “Potenziare la Banca regionale del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo per non rischiare di perderla: è l’allarme che lanciamo ai vertici della sanità pugliese con la nostra richiesta di audizione in Commissione Sanità, per fare il punto sull’organizzazione della struttura e sulle sue carenze da colmare. Nella Banca, attiva dal 2008 nell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, vengono raccolte, validate e crioconservate le cellule staminali del cordone ombelicale. Il sangue cordonale, raccolto al momento del parto, rappresenta una fonte preziosa di cellule staminal

Potenziare la Banca regionale del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo per non rischiare di perderla: è l’allarme che lanciamo ai vertici della sanità pugliese con la nostra richiesta di audizione in Commissione Sanità, per fare il punto sull’organizzazione della struttura e sulle sue carenze da colmare. Nella Banca, attiva dal 2008 nell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, vengono raccolte, validate e crioconservate le cellule staminali del cordone ombelicale. Il sangue cordonale, raccolto al momento del parto, rappresenta una fonte preziosa di cellule staminali per il trapianto in malattie del sangue come leucemie e linfomi, o in malattie genetiche come l’anemia mediterranea. Offre anche cellule per la medicina rigenerativa in campo ortopedico e per la produzione di terapie avanzate contro il cancro.
Con la Banca del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo sono collegati i centri di raccolta distribuiti su tutto il territorio regionale, attivi nei punti nascita di 15 ospedali, ciascuno gestito da un referente e da personale qualificato per informare le coppie donatrici, effettuare i colloqui di idoneità e raccogliere il sangue dal cordone ombelicale. Il prelievo viene eseguito da personale ostetrico qualificato, dopo che il cordone viene reciso, senza alcun rischio per la madre e il neonato.
Il problema è che la Banca cordonale della Casa Sollievo della Sofferenza ha bisogno di essere potenziata per poter operare al meglio. Negli anni, il personale coinvolto nel progetto di raccolta e bancaggio del sangue cordonale (medici, ostetriche, infermieri…) è stato sovraccaricato di lavoro e impegnato in svariate attività cliniche e di laboratorio, senza potersi dedicare al 100% alla struttura. I risultati della raccolta, di conseguenza, sono calati, e questo mette a rischio la sopravvivenza stessa della Banca, considerato che c’è un progetto di ottimizzazione delle risorse elaborato dal CNS (Centro Nazionale Sangue) / CNT (Centro Nazionale Trapianti) che punta a sopprimere le banche non performanti o riconvertirle tra centri Spoke e Hub. Le 18 Banche attualmente operative in Italia potrebbero dunque ridursi a 6: due al nord, due al centro, due al sud.
Un’importante azione divulgativa e di sensibilizzazione alla donazione del sangue cordonale è svolta in Italia dall’ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) attiva dal 1995, che coopera con tutte le Banche di sangue cordonale e supporta la struttura di San Giovanni Rotondo. Il suo presidente nazionale, salentino, è l’oncologo Giuseppe Garrisi, che abbiamo chiesto di ascoltare in audizione insieme al direttore medico della Banca del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo, il dottor Michele Santodirocco, a confronto con l’assessore alla salute Pentassuglia, il direttore del dipartimento salute Montanaro, i direttori generale e sanitario di Casa Sollievo della Sofferenza, Gumirato e De Vincentis. Speriamo che da questo confronto in Commissione possano nascere iniziative concrete per il rilancio della Banca regionale, preziosa per dare una speranza di cura in tante malattie”.


La Rete Nazionale Italiana delle Banche Cordonali, come avviene per la donazione del Midollo Osseo, è coordinata dal Centro Nazionale Sangue, in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. La conservazione di sangue da cordone ombelicale avviene nelle Banche pubbliche Regionali e nei Centri di Raccolta, distribuiti su tutto il territorio nazionale. I dati relativi alle unità raccolte vengono gestiti mediante archivi elettronici che mettono a disposizione di tutti i centri trapianto le unità disponibili.

La Banca regionale del cordone ombelicale di riferimento per la Regione Puglia, ha sede presso il Servizio di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Ogni banca pubblica nasce dalla continua ricerca di fonti alternative di cellule staminali emopoietiche per trapianto. Una ricerca continua di nuove strategie di cura in ambito onco-ematologico, il tutto in conformità alla normativa vigente. Le attività istituzionali riguardano la raccolta, la tipizzazione, la caratterizzazione, la qualificazione biologica e la crioconservazione di unità per trapianti allogenici.

La donazione del sangue di cordone ombelicale è un atto di solidarietà. Un gesto che offre maggiori opportunità di cura a tutti coloro che, in attesa di trapianto, non hanno un donatore compatibile. Informazioni utili sulla donazione vengono fornite alle coppie dal personale sanitario della Banca e dai Referenti dei Centri di Raccolta dei Presidi Ospedalieri. In ogni Centro di Raccolta è presente personale qualificato per informare le coppie donatrici, effettuare i colloqui di idoneità e la raccolta di sangue dal cordone ombelicale.

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