IMPIANTO EOLICO GRECIA SALENTINA
PAGLIARO (FDI): “OGGI IN AUDIZIONE RIBADITO FRONTE COMUNE, DA REGIONE INCASSATO IMPEGNO AD ACCELERARE PARERE PER LA VIA”
Fronte comune. È un no unanime, quello ribadito oggi in Commissione Ambiente – nell’audizione convocata con urgenza dalla presidente Loredana Capone su mia richiesta – contro il progetto di un mega impianto eolico nel territorio della Grecìa Salentina: 11 torri da 200 metri, con pale rotanti di oltre 80 metri, da piazzare tra Carpignano Salentino, Calimera e Martano.
E poi 41 chilometri di sfregio per le opere di connessione alla rete elettrica, solcando i comuni di Zollino, Melendugno e Martignano, fra aree agricole e zone di pregio ambientale, paesaggistico e archeologico. Un patrimonio di bellezza ed economia da difendere: su questo tutti d’accordo i sindaci dei Comuni interessati, intervenuti in audizione per ribadire le ragioni del no all’impianto, che hanno messo nero su bianco nei pareri inviati al Ministero dell’ambiente e della transizione energetica per la procedura di Valutazione d’impatto ambientale. Anche Arpa Puglia e Provincia di Lecce hanno detto no, e ho sollecitato la Regione a fare lo stesso in tempi rapidi.
L’ingegner Giuseppe Angelini, responsabile della sezione Autorizzazioni Ambientali, ha garantito l’impegno della Regione ad accelerare il parere, preso atto della ferma e compatta opposizione del territorio, sulla base di argomentazioni tecniche e osservazioni puntuali. La Regione deve fare la sua parte, accelerando il proprio parere contrario e confermandolo poi nell’Autorizzazione Unica, che chiuderà l’iter.
Questa vicenda conferma l’urgenza di definire le aree idonee richieste dal Governo per nuovi impianti da fonti rinnovabili. La transizione energetica va governata e non subita: ribadiamo che siamo favorevoli alle rinnovabili ma con criterio, salvaguardando le aree da tutelare. Questo dev’essere il punto fermo da cui partire per una programmazione energetica e ambientale in cui la Regione Puglia ha latitato per troppi anni, lasciando praterie di conquista ai giganti delle rinnovabili e alle multinazionali che speculano sulle nostre teste.
Lo confermano i dati comunicati dallo stesso ingegner Angelini: negli altini due anni la Regione è stata chiamata a valutare ben 449 progetti di impianti FER. Sul tavolo ci sono progetti che svilupperebbero 12 volte il target richiesto per la Puglia, che è di ulteriori 7,2 GW rispetto ai 6 GW che produce attualmente. Un target che va rivisto, e su questo siamo pronti ad aprire un’interlocuzione con il Governo centrale, per chiedere il rispetto del federalismo energetico previsto in costituzione, in modo che il sacrificio sia distribuito equamente fra le Regioni, e non gravi solo sulla Puglia che ha già pagato un prezzo altissimo per fare spazio a pannelli solari e pale eoliche. Non si possono ignorare gli impatti cumulativi di nuovi impianti, su territori già sfregiati.
Non si possono piazzare pale e pannelli nel cuore della Grecia Salentina, un territorio vocato al turismo, così come tanti altri della Puglia, tutti meritevoli di difesa per il loro patrimonio di bellezza che è anche il primo attrattore economico. Questo vale anche per le coste, minacciate dall’eolico offshore, su cui continueremo la nostra battaglia. Non si possono accettare progetti disegnati a tavolino, senza avere la minima idea del territorio dove si pretende di piazzarli.
Anche per questo, è urgente l’approvazione del Pear, il Piano Energetico Ambientale aggiornato, che preveda però le aree idonee per mettere paletti certi a difesa delle aree da tutelare e impedisca altri scempi. La Puglia avrebbe dovuto farlo prima, ma finora i governi regionali di centrosinistra hanno scelto di non scegliere, rinviando decisioni scomode. Ma il tempo delle scelte è oggi, non si può più rimandare la pianificazione territoriale».