ADAM SMITH PER IL FUTURO: A PARIGI LA CONFERENZA INTERNAZIONALE FIRMATA UNISALENTO E UNIVERSITÀ DI CHICAGO PER CELEBRARE I 250 ANNI DE “LA RICCHEZZA DELLE NAZIONI”

Duecentocinquanta anni dopo la sua pubblicazione, “La ricchezza delle nazioni” di Adam Smith continua a interrogare il presente. Non come manuale del libero mercato — riduzione che la critica più recente ha ampiamente smontato — ma come opera di un pensatore esigente e sfaccettato, profondamente interessato alle istituzioni, alla giustizia e alle condizioni morali in cui il progresso economico diventa possibile.

È a partire da questa riscoperta che il Centro John W. Boyer dell'Università di Chicago a Parigi ospiterà, mercoledì 10 giugno, la conferenza internazionale “Adam Smith per il futuro”, organizzata in collaborazione con l'Università del Salento. Le domande al centro del convegno sono quelle che Smith non avrebbe potuto porre, ma che la sua eredità intellettuale costringe a ripensare: può il commercio essere svincolato dal capitalismo e dal dominio imperiale? La promessa di un miglioramento delle condizioni economiche regge entro i limiti ecologici dell'Antropocene? L'idea stessa di progresso può ancora essere articolata in termini smithiani, in un mondo segnato dalla disuguaglianza globale e dal collasso ecologico?

Ad aprire i lavori sarà James Robinson (Università di Chicago), Premio Nobel per le scienze economiche, con un discorso dedicato al rapporto tra Adam Smith e l'Africa. Interverranno inoltre Emma Rothschild (Università di Harvard), Paul Cheney e Steve Pincus (Università di Chicago) e Magali Bessone (Università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne).

La conferenza sarà introdotta da Michele Bee (Università del Salento) e Jennifer Pitts.

«Smith – commenta Bee - non può essere ridotto alla formula della mano invisibile: è un autore che ha indagato le condizioni, sempre fragili, in cui miglioramento economico, libertà e fioritura umana possono sostenersi reciprocamente, e le forze ricorrenti che tendono a separarli. È l'attenzione a questa fragilità a renderlo ancora essenziale per pensare il nostro futuro»

«Adam Smith è stato un brillante critico delle ingiustizie e degli abusi di potere che caratterizzavano l'economia globale della sua epoca. Vogliamo riflettere insieme – aggiunge Pitts - su quali spunti critici possa offrirci per il nostro tempo, caratterizzato da disuguaglianze senza precedenti, polarizzazione politica e crisi climatica».

 

 
ADAM SMITH FOR THE FUTURE. A CONFERENCE MARKING 250 YEARS OF “THE WEALTH OF NATIONS”

Two hundred and fifty years after its publication, Adam Smith's The Wealth of Nations continues to unsettle the present. Long reduced to a founding text of laissez-faire economics, Smith has been rediscovered by recent scholarship as a far more demanding and complex thinker — one deeply concerned with institutions, justice, and the moral and political conditions under which economic progress becomes possible.

It is from this renewed perspective that the John W. Boyer Center of the University of Chicago in Paris hosts, on Wednesday June 10, 2026, the international conference "Adam Smith for the Future", co-organized with the University of Salento. The questions at the heart of the event are ones Smith himself could not have posed, but which his intellectual legacy forces us to confront: Can commerce be disentangled from capitalism and imperial domination? Can the promise of improving living conditions be sustained within the ecological limits of the Anthropocene? And can the very idea of progress still be articulated in Smithian terms, in a world defined by global inequality and ecological collapse?

Opening the conference will be James Robinson (University of Chicago), Nobel Laureate in Economic Sciences, with a lecture on Adam Smith and Africa. Also speaking are Emma Rothschild (Harvard University), Paul Cheney and Steve Pincus (University of Chicago), and Magali Bessone (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne). The conference is introduced by Michele Bee (University of Salento) and Jennifer Pitts.

«Smith – Bee comments – cannot be reduced to the formula of the invisible hand: he is an author who investigated the conditions, always fragile, in which economic improvement, freedom and human flourishing can sustain one another, and the recurring forces that tend to pull them apart. It is this attention to fragility that makes him still essential for thinking about our future».

 «Adam Smith was a brilliant critic of the injustices and abuses of power that characterised the global economy of his time. We want to reflect together – Pitts adds – on what critical insights he might offer us for our own time, characterised by unprecedented inequalities, political polarisation and climate crisis».

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