A Soleto l’agricoltura guarda al futuro: l’avocado diventa simbolo di rigenerazione del territorio
di Davide Tommasi
Un incontro tra istituzioni, università, imprese agricole e comunità per raccontare una nuova idea di ruralità: innovazione, sostenibilità e recupero del paesaggio salentino
Soleto ha ospitato una serata dedicata al futuro dell’agricoltura salentina, con al centro un’esperienza destinata a far discutere e riflettere: la coltivazione dell’avocado come esempio di adattamento, innovazione e rigenerazione di un territorio segnato negli ultimi anni dalla crisi degli uliveti colpiti dalla Xylella e dagli incendi.
L’incontro, promosso attorno al progetto agricolo di Daniela Dallaserra e Costantino Tomasi, ha riunito amministratori, ricercatori, agricoltori, allevatori e rappresentanti del mondo produttivo con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di ruralità, capace di unire tradizione e ricerca.
Ad aprire la serata è stato Gino Dimitri, storico della scienza, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa: non una semplice presentazione di un prodotto agricolo, ma un momento di confronto sul rapporto tra uomo, terra e paesaggio.
«L’agricoltura – ha ricordato Dimitri – non è soltanto produzione, ma anche cura del territorio, benessere e arte nel costruire il paesaggio». Da qui il richiamo alla necessità di una nuova stagione per le campagne salentine, fondata sulla rigenerazione e sulla capacità di sperimentare nuove strade.
Tra gli ospiti istituzionali il sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, che ha evidenziato il valore simbolico dell’esperienza di Golden Brown. Il primo cittadino ha ricordato il difficile percorso vissuto dal territorio dopo la perdita degli ulivi secolari e ha raccontato come inizialmente l’idea di coltivare avocado fosse stata accolta con scetticismo.
«Quando mi dissero che stavano impiantando un’attività di avocado pensai che fosse una follia – ha raccontato Vantaggiato – ma poi ho visto un mondo completamente diverso: un’opportunità per questo territorio».
L’amministrazione comunale ha ribadito il proprio sostegno a tutte le iniziative agricole capaci di creare economia, occupazione e nuova vita nelle campagne.
Anche l’assessore alle attività produttive Davide Cafaro ha sottolineato il valore collettivo del progetto: «Non è una semplice celebrazione di un prodotto, ma un’occasione per riflettere sulle nuove opportunità produttive e sulla possibilità di contribuire alla rigenerazione del territorio».
Un contributo importante è arrivato anche dal sindaco di Caprarica di Lecce, Paolo Greco, che ha richiamato il tema della trasformazione storica dell’agricoltura salentina. Il territorio, nel corso dei secoli, è passato dall’olivicoltura alla viticoltura, dal tabacco ad altre colture, dimostrando una capacità continua di adattamento.
Secondo Greco, la sfida attuale non deve essere quella di sostituire una monocultura con un’altra, ma di valorizzare esperienze innovative mantenendo diversificazione e conoscenza del territorio.Un contributo significativo è arrivato anche dal presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, che ha espresso apprezzamento per il percorso intrapreso da Golden Brown e per il valore innovativo dell’esperienza avviata nel territorio salentino.
Tarantino ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino una testimonianza concreta della capacità delle comunità locali di reagire alle difficoltà e di guardare al futuro attraverso nuove forme di agricoltura sostenibile.
«Esperienze come questa dimostrano che il Salento ha energie, competenze e capacità imprenditoriali per affrontare le sfide del cambiamento – ha evidenziato il presidente della Provincia –. L’innovazione agricola può diventare uno strumento fondamentale per rigenerare i territori, creare nuove opportunità economiche e valorizzare il patrimonio rurale».
Secondo Tarantino, il ruolo delle istituzioni deve essere quello di accompagnare e sostenere percorsi capaci di mettere insieme ricerca, impresa e tutela del paesaggio, favorendo una nuova stagione di crescita per le campagne salentine.
Il territorio fa rete: il contributo di GAL, imprese e comunità
Nel corso della serata il confronto si è ampliato grazie agli interventi di rappresentanti del mondo sociale, istituzionale e produttivo, che hanno evidenziato come il futuro dell’agricoltura salentina passi dalla capacità di fare rete.
Dott.Emanuele Gabrieli Tommasi ha richiamato il valore del rapporto tra uomo e territorio, sottolineando come la terra rappresenti non soltanto una risorsa economica, ma anche un patrimonio culturale e identitario da custodire. L’innovazione agricola, secondo Gabrieli Tommasi, deve procedere insieme alla responsabilità verso il paesaggio e verso le comunità che lo abitano.
Il direttore del GAL Isola Salento ha evidenziato il ruolo delle strategie di sviluppo locale nel sostenere nuove esperienze agricole e imprenditoriali. La collaborazione tra aziende, istituzioni e soggetti territoriali, ha spiegato, può diventare uno strumento fondamentale per creare nuove opportunità nelle aree rurali.
Sul tema della valorizzazione dei territori è intervenuto anche Salvatore Sanchez, direttore del GAL Terra d’Arneo, che ha richiamato l’importanza della diversificazione e della capacità delle campagne salentine di affrontare i cambiamenti attraverso nuove conoscenze e nuove competenze.
«Il futuro delle aree rurali – è emerso dal suo intervento – non può essere affidato a un’unica soluzione, ma deve nascere dall’incontro tra innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle identità locali».
A rappresentare il mondo delle imprese è intervenuta Emanuela Longo, direttrice di Cia Conferazione italiana agricoltori di Lecce, che ha sottolineato la necessità di rafforzare il dialogo tra agricoltura, ricerca e sistema produttivo. L’agricoltura moderna, ha evidenziato, richiede sempre più capacità imprenditoriali, investimenti e apertura verso nuove tecnologie.
Un contributo scientifico è arrivato anche dal professor Giuseppe Lima, che ha posto l’attenzione sul ruolo della ricerca nell’accompagnare la trasformazione del settore agricolo. Innovazione, qualità delle produzioni e adattamento ai cambiamenti climatici rappresentano, secondo Lima, elementi centrali per costruire un’agricoltura capace di affrontare le sfide future.
Golden Brown: l’avocado come progetto di sostenibilità
Il cuore della serata è stato il racconto di Daniela Dallaserra e Costantino Tomasi, fondatori del progetto Golden Brown. La loro azienda è nata dalla volontà di trasformare un’area prima degradata e difficile da coltivare in un luogo produttivo e verde.
«Innovare non significa prendere una coltivazione e copiarla – hanno spiegato – ma adattarla al territorio».
L’obiettivo dichiarato non è soltanto produrre avocado, ma dimostrare che anche in un ambiente complesso come quello salentino è possibile creare agricoltura sostenibile attraverso ricerca, tecnica e rispetto delle risorse naturali.
La coppia ha raccontato le difficoltà affrontate nei primi anni, dalla preparazione dei terreni alla costruzione dei mercati, fino al raggiungimento di una produzione riconosciuta per qualità.
Particolare attenzione è stata dedicata al progetto di sviluppo di piante adattate alle condizioni locali, con portainnesti capaci di rispondere alle esigenze climatiche e alla crescente scarsità d’acqua.
«Servono prodotti e coltivazioni che possano garantire reddito – hanno spiegato – perché un’azienda agricola richiede investimenti importanti. Fare agricoltura oggi significa essere imprenditori, innovare e assumersi dei rischi».
Università e ricerca al servizio delle campagne
Durante l’incontro è intervenuto anche Francesco Fanizzi, professore ordinario dell’Università del Salento, che ha collegato l’esperienza di Soleto al più ampio tema della rigenerazione agricola.
Fanizzi ha ricordato il ruolo della ricerca nella valorizzazione delle produzioni, dalla caratterizzazione degli oli alla qualità e provenienza dei prodotti agroalimentari.
Secondo il docente, la crisi provocata dalla Xylella ha rappresentato una ferita profonda per il territorio, ma ha anche stimolato nuove competenze, investimenti scientifici e sperimentazioni.
L’università, ha spiegato, sta contribuendo alla formazione di nuove figure professionali nel settore agricolo e alla ricerca di soluzioni per il recupero delle aree colpite.
Una nuova alleanza per il futuro del Salento
La serata di Soleto ha rappresentato un punto di partenza più che un evento conclusivo. Il messaggio emerso è quello di una campagna salentina chiamata a rinnovarsi attraverso la collaborazione tra agricoltori, istituzioni, università, imprese e comunità locali.
L’avocado è diventato così il simbolo di una sfida più ampia: dimostrare che anche dai terreni difficili può nascere nuova vita, quando innovazione, conoscenza e amore per la terra si incontrano.
Un nuovo capitolo per l’agricoltura del Salento, dove il futuro non significa dimenticare le proprie radici, ma trovare nuovi modi per farle crescere.
Durante la serata si è avuta l'opportunità di conoscere e valorizzare le eccellenze del territorio di Solèto grazie alla presenza di numerose aziende agricole, aziende vitivinicole e allevamenti, che hanno accolto i visitatori proponendo degustazioni di prodotti caseari, salumi, vini, olio extravergine d'oliva e tante altre specialità tipiche della tradizione locale. Un'occasione unica per scoprire la qualità delle produzioni del territorio, frutto dell'impegno, della passione e dell'esperienza di imprenditori che ogni giorno lavorano per preservare e promuovere il patrimonio enogastronomico locale.
Le degustazioni hanno permesso ai partecipanti di apprezzare sapori autentici e prodotti realizzati con materie prime di qualità, favorendo l'incontro diretto tra produttori e consumatori. Le aziende presenti hanno avuto modo di raccontare la propria storia, illustrare i metodi di produzione e condividere i valori che caratterizzano il loro lavoro, contribuendo a far conoscere le eccellenze di Solèto e del territorio circostante.
A rendere ancora più interessante la manifestazione è stata anche la presenza di AURA, che ha messo a disposizione il proprio personale per fornire informazioni e consulenze sui nuovi impianti e sulle più moderne soluzioni tecnologiche dedicate al settore agricolo e zootecnico. I visitatori hanno potuto confrontarsi con professionisti del settore, ricevere chiarimenti e approfondire le opportunità offerte dall'innovazione per migliorare l'efficienza, la sostenibilità e la competitività delle proprie attività.
L'ampia partecipazione di aziende agricole, vitivinicole e allevamenti, insieme alla presenza di AURA, ha contribuito a rendere la serata un importante momento di incontro, condivisione e promozione del territorio. L'evento ha rappresentato non solo un'occasione di degustazione e scoperta delle produzioni locali, ma anche un'opportunità per rafforzare la collaborazione tra imprese, valorizzare le tradizioni e guardare con fiducia alle prospettive di sviluppo e innovazione del comparto agroalimentare.