A Roca Vecchia una giornata speciale tra ambiente, solidarietà e teatro: il successo di “Emera tos Pedacio”

di Davide Tommasi

Ambiente, memoria, creatività e incontri tra generazioni nella manifestazione organizzata da RocViva ETS

ROCA VECCHIA (Melendugno) – Una giornata dedicata ai bambini, ma capace di parlare a tutta la comunità. È questo il senso più profondo di “Emera tos Pedacio”, la Giornata del Bambino che il 7 agosto ha animato Roca Vecchia attraverso un percorso fatto di ambiente, cultura, teatro, creatività e incontro tra generazioni.

L’iniziativa, organizzata dall’APS RocViva ETS nell’ambito del BlùFestival, con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Melendugno, ha trasformato uno degli angoli più suggestivi del Salento in un grande spazio di partecipazione, dove bambini, famiglie, volontari, anziani e operatori culturali hanno condiviso momenti di festa e socialità.

Non soltanto intrattenimento, dunque, ma un progetto che ha messo al centro il valore della comunità e il rapporto con il territorio.

La mattina dedicata all'ambiente

Il programma è entrato nel vivo già dalle 10 con “PuliAmo Roca”, iniziativa di sensibilizzazione ambientale che ha coinvolto volontari di diverse generazioni nella pulizia straordinaria di arenili e scogliere.

Guanti e sacchetti alla mano, i partecipanti si sono concentrati in particolare nelle aree di nFocaciucci e Pascariello, trasformando la cura del paesaggio in un gesto concreto di cittadinanza attiva.

Un messaggio particolarmente significativo in un luogo dalla forte identità ambientale e turistica come Roca Vecchia. A rafforzare il tema sono stati anche i totem illustrativi dedicati al “Marine Litter Transfrontaliero”, installati sul lungomare per richiamare l'attenzione sul problema dei rifiuti marini e sulla necessità di proteggere il patrimonio costiero.

La tutela dell'ambiente, in questo contesto, è diventata anche un'occasione educativa per le nuove generazioni: prendersi cura di una spiaggia significa infatti riconoscere il valore di un bene che appartiene alla collettività.


Nonni e bambini insieme, nel cuore della storia

Nel pomeriggio il programma ha assunto una dimensione ancora più emozionale, con l'incontro tra bambini e anziani ospiti di diverse strutture residenziali del Salento.

Alle 17, gli ospiti delle RSA di Melendugno, Martano, Calimera, Castri, Vernole e Borgagne sono stati accompagnati alla scoperta dell'area archeologica della Poesia e del Santuario della Madonna di Roca, in un itinerario capace di intrecciare memoria, spiritualità e patrimonio culturale.

È stato poi il momento del racconto a riunire le diverse generazioni.

Alle 18, sul lungomare Puccini, il “CuntaCunti” di Vito Bergamo ha portato bambini e anziani dentro il fascino della narrazione popolare, trasformando per un momento uno degli angoli della manifestazione in un luogo di incontro, ascolto e memoria condivisa. Attraverso le storie, i gesti, le parole e quella particolare capacità di coinvolgere il pubblico che appartiene ai narratori della tradizione orale, Bergamo ha accompagnato grandi e piccoli in un viaggio fatto di racconti, personaggi, immagini e ricordi.

A rendere particolarmente significativa l’iniziativa è stata proprio la presenza contemporanea di generazioni diverse. Da una parte gli anziani, comodamente seduti, pronti a riconoscere nelle parole del narratore echi di racconti antichi, di un patrimonio tramandato nel tempo attraverso la voce e la memoria; dall’altra i bambini, raccolti davanti al narratore, curiosi e attenti, capaci di lasciarsi trasportare dalla forza evocativa delle storie.

Una scena semplice e al tempo stesso profondamente significativa: persone di età diverse riunite nello stesso spazio e accomunate dalla medesima attenzione. Il racconto ha così superato la distanza generazionale, dimostrando ancora una volta come la cultura popolare possa diventare un linguaggio immediato e universale, capace di parlare a tutti e di creare occasioni di condivisione.

Il “CuntaCunti” non è stato soltanto un momento di intrattenimento, ma anche un piccolo esercizio di memoria collettiva. Le parole del narratore hanno dato forma a un patrimonio immateriale fatto di tradizioni, modi di dire, esperienze e racconti che rischiano di perdersi se non vengono trasmessi e ascoltati. E proprio nell’incontro tra gli anziani e i più piccoli si è resa evidente la possibilità di mantenere viva questa memoria, affidandola a nuove generazioni.

Il lungomare Puccini è diventato così una sorta di piazza del racconto, dove il tempo presente ha incontrato quello della tradizione. Gli anziani hanno ritrovato familiarità e ricordi, mentre i bambini hanno avuto l’occasione di avvicinarsi a una forma di narrazione lontana dalla velocità e dagli strumenti digitali della quotidianità, riscoprendo il valore dell’ascolto e dell’immaginazione.

Un’immagine che restituisce bene lo spirito della manifestazione: la cultura popolare come linguaggio capace di unire, trasmettere memoria e costruire relazioni. Perché una storia, quando viene raccontata e ascoltata insieme, non appartiene più soltanto a chi la conosce, ma diventa patrimonio di una comunità.

“Spupazzando”: quando il teatro diventa gioco

La fantasia è stata poi protagonista alle 19 con il laboratorio “Spupazzando”, curato dalla Compagnia Teste di Legno.

I più piccoli sono stati coinvolti nella creazione e nella manipolazione dei pupazzi, entrando direttamente nel mondo del teatro di figura. Non semplici spettatori, quindi, ma protagonisti di un'esperienza creativa fatta di manualità, immaginazione e gioco.

Un'attività particolarmente adatta a una giornata pensata per i bambini, perché capace di trasformare il teatro in uno strumento di scoperta e partecipazione.

La sera si accende con “Il mondo di Oz”

A chiudere il programma è stato, alle 21.30, lo spettacolo teatrale “Il mondo di Oz”, ancora una volta affidato alla Compagnia Teste di Legno.

Il pubblico ha riempito lo spazio davanti al palco, regalando alla serata un'atmosfera di festa e confermando l'interesse della comunità per le proposte culturali pensate per famiglie e bambini.

La scelta di affidarsi a una storia conosciuta e amatissima come quella di Oz ha completato idealmente una giornata costruita attorno alla fantasia, alla meraviglia e alla possibilità di guardare il mondo attraverso gli occhi dei più piccoli.

Una festa che diventa messaggio

“Emera tos Pedacio” ha così superato i confini della tradizionale manifestazione estiva. Il programma ha messo insieme elementi apparentemente diversi – la pulizia delle spiagge, la visita ai luoghi della memoria, il racconto popolare, il laboratorio creativo e lo spettacolo teatrale – trasformandoli in un unico percorso dedicato alla comunità.

Al centro ci sono stati i bambini, ma anche gli anziani, chiamati a condividere tempo, spazi ed emozioni. Due generazioni che spesso rischiano di vivere realtà separate e che, attraverso il racconto e la cultura, hanno invece trovato un terreno comune.

Importante anche il contributo delle realtà che hanno sostenuto l'iniziativa, tra cui il Villaggio Thalas Club, in un'ottica di collaborazione tra associazionismo, istituzioni e territorio.

Da Roca Vecchia arriva dunque un messaggio semplice: una comunità cresce quando riesce a prendersi cura contemporaneamente dei propri luoghi, della propria memoria e delle nuove generazioni.

Ed è forse proprio questa la forza di “Emera tos Pedacio”: aver trasformato una giornata d'estate in un'occasione di incontro, educazione e festa, dimostrando come ambiente, cultura popolare, teatro e solidarietà possano convivere e diventare strumenti concreti di partecipazione.

Un'esperienza che, per il suo carattere inclusivo e intergenerazionale, può rappresentare un modello da valorizzare e riproporre anche negli anni a venire.

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