A Diso il grande ritorno de Le Orme dopo 35 anni: una serata tra cabaret, musica e ricordi

di Davide Tommasi

Dal cabaret alla grande musica: Nino Taranto accende la serata, poi il pubblico salentino rivive i brani e la storia di una delle band simbolo del progressive italiano.

DISO – Trentacinque anni dopo, le luci del palco si sono riaccese a Diso per una serata destinata a rimanere nella memoria del pubblico salentino. Protagoniste della seconda parte della serata sono state Le Orme, una delle formazioni più importanti e longeve della storia della musica italiana, tornate nel Salento per riabbracciare un pubblico che da decenni conserva un legame speciale con la loro musica.

Ma prima delle note del rock progressivo c'è stato spazio per il sorriso e per il cabaret, con Nino Taranto, che ha aperto la serata con il suo spettacolo fatto di battute, racconti e osservazioni sulla vita quotidiana.

Il cabaret di Nino Taranto apre la serata

A scaldare il pubblico prima dell'atteso concerto de Le Orme è stato dunque Nino Taranto, protagonista di un lungo momento cabarettistico. Sul palco il comico ha alternato gag e racconti personali, prendendo spunto dalla famiglia, dal rapporto tra uomini e donne, dalla vita di coppia e dai cambiamenti della società.

Una parte dello spettacolo è stata dedicata anche ai ricordi dell'infanzia e alle origini familiari, con il racconto della famiglia emigrata dalla Sicilia verso il Nord e poi arrivata a Roma. Un racconto fatto di ironia ma anche di memoria, nel quale la comicità ha lasciato spazio, in alcuni momenti, a considerazioni più profonde sulla famiglia, sulla povertà di un tempo e sui sacrifici compiuti dai genitori.

Non sono mancate le battute sul rapporto tra uomini e donne, sulle differenze nella vita quotidiana, sulle abitudini domestiche e sulla vita matrimoniale. Il pubblico ha seguito lo spettacolo partecipando con risate e applausi, creando il clima ideale per il momento più atteso della serata.

Taranto ha anche rivolto l'attenzione alle nuove generazioni, soffermandosi sul rapporto dei bambini e dei ragazzi con gli smartphone e con la tecnologia. Un passaggio che, dietro l'ironia, ha offerto anche una riflessione sul mondo contemporaneo e sulla necessità di non lasciare che la tecnologia sostituisca completamente i rapporti umani.

Dopo il lungo momento dedicato al cabaret, il palco ha cambiato volto. Dalle risate si è passati alla musica e alla memoria, con l'arrivo de Le Orme.

Dopo 35 anni tornano Le Orme

L'ingresso della storica formazione è stato accolto da un lungo applauso. A presentare il concerto è stato ricordato il rapporto speciale che lega Le Orme al Salento, un rapporto che affonda le proprie radici molto lontano nel tempo.

Nel corso della serata è stato ricordato che proprio nel territorio salentino, diversi decenni fa, nacque uno dei primi fan club dedicati al gruppo. Un particolare che testimonia quanto profonda sia sempre stata la passione del pubblico locale per Le Orme.

Il ritorno a Diso, dopo circa 35 anni, ha quindi assunto un significato particolare. Non si è trattato semplicemente di un nuovo appuntamento musicale, ma di un incontro tra la storia della band e quella di tanti spettatori che hanno seguito la loro musica per decenni.

Sul palco è stata raccontata la lunga storia delle Orme, una vicenda artistica iniziata più di sessant'anni fa e strettamente legata alla nascita e allo sviluppo del rock progressivo italiano.

Un viaggio nella storia del progressive italiano

Il concerto è diventato così un vero e proprio viaggio attraverso la discografia della band.

I musicisti hanno ripercorso gli anni degli esordi e la stagione che, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, portò il rock progressivo italiano a conquistare un posto importante anche sulla scena internazionale.

Tra i dischi ricordati durante la serata c'è stato “Ad Gloriam”, uno dei lavori più importanti della prima fase della formazione e oggi particolarmente ricercato dai collezionisti.

Il racconto musicale è poi arrivato al 1971, anno di una svolta fondamentale per il gruppo e per il progressive italiano. Le Orme furono infatti tra i protagonisti di quella stagione musicale nella quale le band italiane cominciarono a sviluppare un linguaggio autonomo, senza limitarsi a riprodurre i modelli provenienti dall'estero.

Un altro momento importante è stato dedicato a “Uomo di pezza”, album del 1972 considerato uno dei lavori fondamentali della produzione delle Orme. Il disco, costruito secondo la logica del concept album, propone una serie di brani collegati da un tema comune e rappresenta una delle testimonianze più significative della maturità artistica raggiunta dalla band.

Dalla storia agli anni della maturità

Il concerto ha proseguito attraversando anche gli anni successivi, ricordando la produzione della metà degli anni Settanta.

È stato raccontato il periodo delle registrazioni internazionali e l'album “Verità nascoste”, pubblicato nel 1976 e caratterizzato da sonorità più vicine al rock rispetto ad alcune delle produzioni precedenti.

La serata ha quindi permesso al pubblico di ascoltare e riscoprire una parte significativa del repertorio storico delle Orme, ma soprattutto di comprenderne l'evoluzione artistica.

Ogni brano è stato accompagnato da una breve introduzione, trasformando il concerto in un racconto della storia della band. Una formula particolarmente apprezzata dal pubblico, che ha potuto rivivere attraverso la musica momenti diversi della propria vita.

Il legame speciale con il Salento

Al di là della musica, il vero filo conduttore della serata è stato il rapporto con il pubblico.

Le Orme hanno ricordato più volte il loro legame con il Salento e l'affetto ricevuto in tanti anni. Il pubblico di Diso ha risposto con entusiasmo, dimostrando che la distanza temporale non ha cancellato la passione per quelle canzoni.

Generazioni diverse si sono ritrovate davanti allo stesso palco: chi aveva conosciuto Le Orme negli anni Settanta, chi le ha scoperte successivamente e anche giovani spettatori arrivati grazie ai racconti e alla passione dei genitori.

È proprio questo uno degli aspetti più significativi della serata: la capacità della musica delle Orme di superare il tempo.

Una festa conclusa tra applausi e bis

Verso la conclusione del concerto, quando sembrava arrivato il momento dei saluti, il pubblico ha continuato a chiedere musica. E la serata è proseguita con un ulteriore momento di festa, coinvolgendo direttamente gli spettatori.

Il palco si è trasformato ancora una volta in uno spazio condiviso tra musicisti e pubblico, fino agli ultimi applausi.

La serata di Diso ha così unito due forme diverse di spettacolo: prima il cabaret e le risate di Nino Taranto, poi la storia e la musica de Le Orme.

Una combinazione capace di coinvolgere il pubblico per tutta la durata dell'evento e di trasformare il ritorno della storica band in una vera festa popolare.

Trentacinque anni dopo, Le Orme sono tornate a Diso. E hanno trovato ancora una volta un pubblico pronto ad ascoltarle, ricordarle e cantare con loro.

Perché alcune canzoni appartengono alla storia della musica, ma soprattutto appartengono alla memoria delle persone. E quella sera, nel Salento, la memoria è tornata a suonare.

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