Sistema Integrato 0-6 in Puglia: scuole aperte, formazione condivisa e nuovi spazi educativi
di Davide Tommasi
Da Lecce il modello che punta a superare il divario del Sud tra edilizia scolastica, coordinamento pedagogico e comunità educante
LECCE – La scuola come presidio sociale, spazio pubblico e laboratorio permanente di comunità. È questa la visione emersa dal seminario “Sistema Integrato 06: Sinergie educative per crescere”, ospitato l’8 maggio 2026 presso l’Istituto Comprensivo “A. Grandi” di Lecce.
Un appuntamento che ha riunito in dataxdirigenti scolastici, amministratori pubblici, tecnici, pedagogisti ed educatori per riflettere su una delle sfide più delicate del sistema educativo italiano: costruire una vera continuità tra nido e scuola dell’infanzia, superando frammentazioni storiche, differenze organizzative e disparità territoriali.
Tra gli ospiti intervenuti durante il seminario figuravano la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, l’assessora regionale Silvia Miglietta, il vicepresidente di ANCI Puglia Michele Sperti, l’ispettore tecnico del Ministero dell’Istruzione Dott. Francesco Forliano Dirigente tecnico coordinatore – U.S.R. Puglia Itinerari e prospettive per la formazione congiunta 0-6 dirigenti scolastici del territorio, tecnici della Regione Puglia – settore Istruzione e Università – pedagogisti, educatori e rappresentanti istituzionali impegnati nell’attuazione del Sistema Integrato 0-6.
A moderare l’incontro è stata la dirigente scolastica Maria Rosaria Manca, promotrice del confronto istituzionale e culturale sul sistema integrato 0-6 asieme alla dott.essa Colopi ufficio prov. scolastico prov.Lecce . Nel suo intervento introduttivo, la dirigente ha sottolineato come la scuola debba diventare “uno spazio aperto al territorio e capace di leggere i bisogni reali delle famiglie”, ribadendo la necessità di creare una rete stabile tra istituzioni scolastiche, enti locali e servizi educativi.
La scelta di ospitare il seminario proprio all’interno dell’Istituto Comprensivo “A. Grandi” non è stata casuale. Dal settembre 2025 l’istituto è infatti diventato il simbolo di una nuova organizzazione scolastica cittadina grazie all’accorpamento tra lo storico Quarto Circolo “Sigismondo Castromediano” e la scuola secondaria “Ascani Grandi”, dando vita a una comunità educativa di oltre 1.400 alunni.
Una trasformazione che, come evidenziato nel corso dei lavori, rappresenta il paradigma della scuola contemporanea: strutture più grandi e articolate chiamate però a mantenere viva la qualità della relazione educativa e la sperimentazione pedagogica.
La scuola come “famiglia educativa”
Nel corso del seminario è emerso più volte il concetto di scuola come “famiglia educativa allargata”. Non soltanto luogo di istruzione, ma presidio sociale, culturale e persino urbanistico.
La dirigente Maria Rosaria Manca ha insistito sul fatto che il sistema 0-6 non possa limitarsi a un insieme di norme o finanziamenti:
«La continuità educativa non nasce automaticamente da una legge. Occorre costruire linguaggi comuni, pratiche condivise e una nuova idea di comunità educante».
Secondo la dirigente, la vera sfida sarà mantenere una forte identità pedagogica anche all’interno di istituti comprensivi sempre più complessi dal punto di vista organizzativo.
L’intervento del Dott. Francesco Forliano Itinerari e prospettive per la formazione congiunta 0-6 : “Il sistema 0-6 è una scelta culturale”
Tra gli interventi più significativi del seminario, particolarmente apprezzato è stato quello del dirigente tecnico coordinatore – U.S.R. Puglia Dott. Francesco Forliano, che ha approfondito il valore pedagogico e sociale del Sistema Integrato 0-6, soffermandosi sulla necessità di costruire una reale continuità educativa tra nido e scuola dell’infanzia.
Forlaini ha evidenziato come il sistema integrato non debba essere considerato soltanto una riforma organizzativa, ma una vera scelta culturale capace di incidere sulla qualità dello sviluppo infantile e sulla riduzione delle disuguaglianze educative.
«I primi anni di vita rappresentano la fase più delicata della crescita. È lì che si costruiscono competenze cognitive, relazionali ed emotive fondamentali per il futuro dei bambini», ha sottolineato l’ispettore.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato il ruolo strategico dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali, definiti strumenti indispensabili per garantire uniformità educativa, dialogo tra istituzioni e qualità dei servizi su tutto il territorio nazionale.
Forlaini ha posto l’attenzione anche sulla formazione condivisa tra educatori e docenti, considerata essenziale per superare storiche separazioni tra fascia 0-3 e 3-6:
«La continuità educativa non si realizza soltanto con norme o strutture moderne, ma attraverso linguaggi comuni, progettazione condivisa e confronto permanente tra professionisti dell’educazione».
L’ispettore ministeriale ha infine elogiato il percorso avviato dalla Regione Puglia sul sistema integrato, indicando l’esperienza pugliese come uno dei modelli territoriali più avanzati a livello nazionale per capacità di coniugare innovazione pedagogica, progettazione degli spazi educativi e cooperazione istituzionale.
Oltre il PNRR: “Non basta ristrutturare gli edifici”
Molto atteso l’intervento della sindaca Adriana Poli Bortone, che ha posto l’attenzione sulla necessità di superare una visione esclusivamente infrastrutturale della scuola.
Negli ultimi anni, grazie ai fondi del PNRR, il Comune di Lecce ha avviato importanti interventi di riqualificazione su diversi plessi scolastici cittadini, tra cui:
l’asilo di via Colbe;
la scuola De Amicis;
il plesso Livio Tempesta.
Ma, come evidenziato durante il confronto, la qualità educativa non coincide automaticamente con la modernità delle strutture.
«Non basta inaugurare edifici nuovi se manca un coordinamento pedagogico capace di dare continuità ai percorsi educativi».
Un concetto ripreso anche dall’assessora regionale Silvia Miglietta, che ha parlato della necessità di uscire dalla logica del “fai-da-te istituzionale” che per anni ha caratterizzato molti territori italiani.
Secondo Miglietta, il Sistema Integrato 0-6 richiede:
governance condivisa;
programmazione territoriale;
formazione permanente;
raccordo costante tra enti locali e istituzioni scolastiche.
Il divario del Sud: i dati presentati da Michele Sperti
A fornire il quadro statistico è stato Michele Sperti, vicepresidente di ANCI Puglia, che ha richiamato il persistente squilibrio tra Nord e Sud nell’accesso ai servizi per la prima infanzia.
L’obiettivo europeo di copertura dei servizi 0-3 resta fissato al 33%, ma molte aree del Mezzogiorno si fermano ancora tra il 20% e il 22%.
Un ritardo che produce conseguenze dirette:
sulle opportunità educative dei bambini;
sull’occupazione femminile;
sulla capacità delle famiglie di conciliare tempi di vita e lavoro.
Per affrontare questa situazione, la Regione Puglia ha investito nel 2025 oltre 17 milioni di euro destinati a:
abbattimento delle rette;
ammodernamento delle strutture;
sostegno ai comuni;
formazione congiunta del personale educativo e docente.
«La sfida non è soltanto aumentare i posti disponibili, ma costruire servizi di qualità e realmente integrati», ha spiegato Sperti.
La rivoluzione degli spazi educativi
Uno dei momenti più interessanti del seminario ha riguardato il rapporto tra pedagogia e architettura scolastica.
I tecnici del settore Istruzione e Università della Regione Puglia hanno illustrato il nuovo modello di progettazione degli spazi educativi, fondato sul concetto di “unicum pedagogico” tra fascia 0-3 e 3-6.
Per decenni il nido è stato considerato prevalentemente un servizio sociale e assistenziale, mentre la scuola dell’infanzia apparteneva all’ambito educativo statale. Oggi la prospettiva cambia radicalmente: il bambino viene posto al centro di un percorso unitario di crescita.
Da qui nasce anche la nuova idea della “soglia scolastica”.
Non più recinzioni chiuse e separate dal quartiere, ma scuole aperte e integrate nel tessuto urbano. Il marciapiede davanti alla scuola viene reinterpretato come “piazza educativa”, luogo di incontro tra famiglie, insegnanti, cittadini e territorio.
Nel corso del seminario è stato evidenziato come la Puglia stia progressivamente abbandonando modelli edilizi caratterizzati da:
recinzioni rigide;
spazi impermeabili;
strutture isolate dal quartiere.
Al loro posto si punta su:
verde urbano;
cortili aperti;
spazi condivisi;
connessione tra interno ed esterno;
sostenibilità ambientale.
Novantadue progetti per le scuole del futuro
Un altro dato significativo riguarda i concorsi di progettazione promossi dalla Regione Puglia.
Sono ben 92 i progetti raccolti da tutta Italia per ripensare gli spazi dedicati all’infanzia. Un patrimonio di idee innovative che verrà messo a disposizione degli uffici tecnici comunali per realizzare scuole moderne, sostenibili e coerenti con le nuove linee pedagogiche.
Tra gli obiettivi:
ridurre il consumo di materiali plastici;
aumentare gli spazi verdi;
favorire ambienti flessibili e inclusivi;
trasformare le scuole in poli civici aperti anche oltre l’orario scolastico.
Formazione congiunta: il “modello Puglia”
Tra i punti più apprezzati del seminario vi è stato il focus sulla formazione integrata tra educatori dei nidi e docenti della scuola dell’infanzia.
La Regione Puglia viene oggi considerata una delle realtà più avanzate in Italia per aver strutturato linee guida operative concrete sulla formazione congiunta.
Il modello prevede:
12 ore di formazione teorica;
13 ore di laboratori;
attività di visiting;
osservazione reciproca tra servizi educativi e scuole.
Particolarmente innovativo il sistema degli scambi professionali, che permette agli operatori di osservare pratiche educative differenti, anche internazionali.
Nel corso del seminario sono stati citati modelli del Nord Europa ed esperienze sviluppate fino a Oslo, considerate punti di riferimento per qualità educativa, organizzazione degli spazi e rapporto con le famiglie.
Le risorse economiche risultano già assegnate ai comuni capofila, tra cui Lecce, per sostenere progetti costruiti sulle otto aree tematiche previste dalle linee pedagogiche ministeriali.
A conclusione del seminario, il buffet finale è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto Agrario “Presta-Columella” di Lecce, coadiuvati dai docenti dell’istituto e dalla dirigente scolastica. Un momento particolarmente apprezzato dai partecipanti, che ha rappresentato non solo un’occasione conviviale, ma anche una concreta testimonianza del valore educativo della collaborazione tra scuole, territorio e percorsi formativi.La sfida decisiva: costruire una rete territoriale
La conclusione del seminario ha rilanciato il ruolo strategico dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali.
Secondo i relatori, sarà proprio lì che si giocherà la vera attuazione del Sistema Integrato 0-6:
dirigenti scolastici;
assessori;
uffici tecnici;
servizi sociali;
pedagogisti;
amministratori locali.
Tutti chiamati a sedersi allo stesso tavolo per programmare servizi, leggere i bisogni delle famiglie e progettare percorsi educativi realmente coerenti.
Nel suo intervento finale, la dirigente Maria Rosaria Manca ha ribadito che il futuro della scuola dell’infanzia dipenderà dalla capacità di creare alleanze educative stabili:
«La scuola non può essere un’isola. Deve dialogare con il territorio, con le famiglie e con tutte le istituzioni che si occupano dell’infanzia».
Un messaggio che sintetizza il senso dell’intero seminario: il sistema 0-6 non è soltanto una riforma scolastica, ma un progetto culturale e sociale che riguarda il futuro delle comunità.
E la Puglia, oggi, prova a candidarsi come uno dei laboratori più avanzati di questa trasformazione.