Nazionale

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Tre vittorie su tre e primato: e ora cosa manca per un grande Europeo?

I successi nella corsa a Qatar 2022 lasciano una sensazione di crescita, anche se il gioco non è brillante e manca la certezza di un bomber vero, con l’Europeo che si avvicina

Nove punti in sette giorni devono rappresentare una razionale spinta di ottimismo per l’Italia di Roberto Mancini. Razionale, sì, perché dentro alle tre vittorie – sempre per 2-0 – ci sono ancora una volta elementi buoni e una venatura di quesiti.
Il c.t. ha infilato il 25° risultato utile positivo (agganciato Marcello Lippi, all’orizzonte i 30 di Vittorio Pozzo), è in testa al girone di qualificazione per il Mondiale del 2022, non prende gol da 605′. Però la Nazionale anche bella, non solo vincente, è sfumata nelle ultime uscite. Così come continua a mancare il contorno preciso di un centravanti di riferimento. Tutti pensieri, sia quelli buoni sia quelli meno buoni, che vanno gettati nell’avvicinamento all’Europeo. Non sono certo le vittorie contro Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania che ci offrono il diritto di sognare. È la qualità del lavoro che il Mancio ha iniziato a fornircelo. L’Italia vera, quella che in giro per l’Europa si è presa le attenzioni e i timori delle big, è quella che gioca intensamente di anima e corpo durante ogni partita. Quando le qualità individuali prendono sotto braccio le idee del c.t., siamo una Nazionale di primissimo livello. Forse, paradossalmente, aver incassato un solo gol nelle ultime 10 partite rischia di essere un’onda di richiamo a troppe attenzioni. Liberiamo il pensiero dunque, perché abbiamo sì vinto ma contro la numero 45 (Irlanda del Nord), 68 (Bulgaria) e 129 (Lituania) del Ranking Fifa. L’entusiasmo razionale sta nel fatto che non siamo più una squadra che può soffrire queste partite, come accaduto nel passato in diverse qualificazioni. Ed è un passaggio comunque formativo.
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