Luigi Mastrangelo

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Intervista con Luigi Mastrangelo, ex centrale della Nazionale Italiana di pallavolo.

Grande tifoso bianconero, il pallavolista si è inoltre espresso sulla stagione della Juventus.

Luigi Mastrangelo in esclusiva a SuperNews: “Atene e Cuneo i miei ricordi più belli. Juve? Scudetto immeritato. E su Sarri…”

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Luigi Mastrangelo, ex pallavolista che ha ricoperto il ruolo di centrale. Mastrangelo ha rivelato alcune curiosità sulla sua carriera e ha espresso la sua opinione sul campionato della Juventus, da sempre la sua squadra del cuore.

Nel 2013 hai deciso di ritirarti dall’attività agonistica, ma qual è il ricordo più bello della tua carriera?
Senz’altro tre eventi in particolare: la finale Olimpica di Atene (perché abbiamo avuto di fronte una grande squadra e ne siamo usciti comunque soddisfatti, nonostante la sconfitta) l’Europeo vinto a Roma nel 2005 e l’unico Scudetto che ho nel palmarès col Cuneo nel 2009.

Qual è stata la squadra più forte in cui ha giocato? E il traguardo più importante che hai raggiunto?
Di certo, le Nazionali in cui ho militato erano composte da grandi campioni, ma quella di Atene è stata particolarmente speciale, perché non vi erano solo esperti, ma anche giovani. Ciononostante, non posso dimenticare le squadre di club, come Cuneo nel 2009. Non è stata la squadra più forte, ma certamente esprimeva quel gioco di squadra che ci permise di vincere quasi tutto in quei due anni.

Come valuti il mondo dello sport paragonato all’attualità?
Lo sport è da sempre portatore di sani e importanti princìpi ed esprime valori come rispetto e lealtà. Specialmente gli sport minori, i quali mettono insieme tanti gruppi di giovani. Oggigiorno i ragazzi preferiscono la tecnologia alla strada e da genitore posso garantirti che non è il modo giusto per farli crescere.

Un consiglio che, da ex pallavolista, vorrebbe dare a tutti i ragazzi che si vogliono affacciare nel mondo dello sport?
Innanzitutto, scegliere la disciplina sportiva preferita, prendendola come visione di vita. Ma il consiglio che più mi sento di dare a un giovane è di crederci e lottare con passione per inseguire il proprio sogno.

Sappiamo che sei un grande tifoso della Juventus. Come valuti, dunque, questa stagione dei bianconeri?
Da amante del calcio, ammetto che questo scudetto della Juve sia stato il meno meritato degli ultimi nove, per il gioco che ha espresso in campo. L’Atalanta ne sarebbe stata più degna.

Che cosa cambieresti nella rosa della Juventus? Pensi che Sarri sia stato un allenatore adatto a una società così prestigiosa? Quali sono stati, secondo te, i problemi che hanno impedito alla squadra Campione d’Italia di dimostrare supremazia in campo?
L’insufficienza di Sarri è dipesa, forse, dalla mancanza di trasmettere il suo gioco ai giocatori, di far girare palla. La Champions doveva essere per il tecnico toscano una grande opportunità, poiché la Juventus deve ancora imparare a dominare in Europa. Ma Sarri ha sempre fatto bene ovunque è andato, tuttavia a Torino vincere è l’unica cosa che conta: questo messaggio dovrebbero tutti prefissarselo quando giungono nella Vecchia Signora. Anche perché gli allenatori non hanno sempre avuto una breve permanenza sulla panchina bianconera.

Cosa manca, secondo te, alla Juventus per vincere la Champions League?
Una debolezza di quest’anno della Juventus è stata senza dubbio la difesa, dato che negli anni passati eravamo abituati alla saldezza della BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini). In effetti, la Juventus avrebbe semplicemente bisogno di ritrovare solidità in difesa e a centrocampo.

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