“LE CITTÀ INVISIBILI. REMOTE E PROXIMAL SENSING IN ARCHEOLOGIA: METODOLOGIE NON INVASIVE PER LO STUDIO DELLA CITTÀ ANTICA”

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Dal 19 al 21 maggio 2022 nella sala conferenze del Museo “Castromediano”, a Lecce, è in programma “Le città invisibili. Remote e proximal sensing in archeologia: metodologie non invasive per lo studio della città antica”, terzo convegno internazionale di archeologia aerea organizzato dal Laboratorio di Topografia antica e fotogrammetria del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento in collaborazione con il CNR – Istituto di Scienze del patrimonio culturale e Laboratorio di Topografia antica e cartografia archeologica. La manifestazione gode del patrocinio di Regione Puglia e Comune di Lecce, oltre che del Polo Bibliomuseale di Lecce e del Museo “Castromediano”.

«Il convegno mira a offrire un quadro rappresentativo dei principali orientamenti e metodologie di ricerca che animano il panorama italiano e internazionale dell’archeologia aerea», spiega il professor Giuseppe Ceraudo, docente di Topografia antica a UniSalento, «promuovendo lo sviluppo della conoscenza per lo studio delle città antiche non a continuità di vita attraverso l’applicazione di tecniche tradizionali e innovative di remote e proximal sensing. Questo nell’ottica di delineare le principali linee di ricerca nel settore specifico e di avviare un vivace scambio di idee e dati nel campo delle indagini aerotopografiche e del rilevamento remoto in ambito archeologico».

Sono in programma otto sessioni che approfondiranno studi e ricerche per area geografica di riferimento (Italia settentrionale e centrale (tirrenica); Italia centrale; Lettonia, Germania e Spagna; Italia settentrionale e centrale (adriatica); Medio Oriente e Nord-Africa; Montenegro, Albania, Creta e Messico; Campania e Puglia; Calabria, Sicilia e Sardegna), per un totale di circa 50 relazioni tenute da studiosi e studiose italiani e internazionali; vi si affiancano oltre 40 poster su ricerche condotte in Italia e all’estero.

Del comitato organizzatore fanno parte Giuseppe Ceraudo e Veronica Ferrari di UniSalento e Giuseppe Scardozzi dell’Istituto di Scienze del patrimonio culturale del CNR; il comitato scientifico è composto da Stefano Campana (Università di Siena), Giovanna Cera (Università del Salento), Cristina Corsi (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), Dave Cowley (Historic Environment Scotland, UK), Barbara Davidde (Soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo), Nicolò Dell’Unto (Lund University, Sweden), Enrico Giorgi (Università di Bologna), Marcello Guaitoli (Università del Salento), Paolo Liverani (Università di Firenze), Stefania Quilici Gigli (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Elizabeth Jane Shepherd (Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione, Aerofototeca nazionale – Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Marcello Spanu (Università di Roma Tre), Tesse Stek (KNIR, Royal Netherlands Institute in Rome), Adriana Valchera (Università del Salento) e Frank Vermeulen (Ghent University, Belgium).

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