Il trapper canta la droga: il videoclip girato a Palazzo Carafa

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PHILADELPHIA, PA - JANUARY 24: A man uses heroin under a bridge where he lives with other addicts in the Kensington section which has become a hub for heroin use on January 24, 2018 in Philadelphia, Pennsylvania. Over 900 people died in 2016 in Philadelphia from opioid overdoses, a 30 percent increase from 2015. As the epidemic shows no signs of weakening, the number of fatalities this year is expected to surpass last year's numbers. Heroin use has doubled across the country since 2010, according to the U.S. Drug Enforcement Agency. Officials from Philadelphia recently announced that they will welcome private organizations to set up medically supervised drug injection sites as a way to combat the opioid epidemic. (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

Canta la sua appartenenza alla “GVNG D€L BO$CO”. Si tratta di Pucho uno dei tanti trapper che animano la scena musicale italiana. Un testo in cui inneggia alla droga nel Salento, “in cui nevica perfino a Ferragosto”, e il cui video, in alcune parti è stato girato anche nell’aula consiliare di Lecce. Una richiesta arrivata, si è scoperto in seguito ad una domanda di attualità durante il consiglio comunale svoltosi proprio oggi, grazie all’intervento del consigliere di minoranza, Giorgio Pala, ringraziato, in un primo momento, anche nei crediti del video. Il Comune intanto si è dissociato:

«Lo spezzone di dodici secondi di video -si legge in una nota ufficiale- girato a Palazzo Carafa è frutto di riprese regolarmente autorizzate, nel corso delle quali viene rappresentata una scena frutto della fantasia degli artisti. La sala consiliare, già concessa in passato per l’ambientazione di scene di film o cortometraggi, non è stata danneggiata dalla produzione del videoclip. Il contenuto dell’opera artistica in questione, sottoposto comprensibilmente al vaglio delle opinioni e delle censure più disparate, non è stato condiviso con Palazzo Carafa prima della pubblicazione e resta espressione e responsabilità esclusiva dell’artista. Il Comune si dissocia da ogni messaggio o atto diseducativo anche solo simulato in esso contenuto».

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