martedì, Novembre 29, 2022
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Il Granteatrino sbarca nella baraccopoli di Nairobi

Il Granteatrino sbarca nella baraccopoli di Nairobi in Kenya con il progetto internazionale “Teatri senza frontiere”

Dal 17 al 25 settembre la compagnia Granteatrino partecipa al progetto internazionale TEATRI SENZA FRONTIERE, in collaborazione con “Koinonia Community”di Nairobi, dove effettuerà laboratori e spettacoli nelle sterminate baraccopoli della capitale del Kenya, luoghi dove opera da decenni un padre comboniano italiano, Padre Renato Kizito Sesana, che con la tenacia della goccia d’acqua ha saputo realizzare scuole, centri di accoglienza, attività lavorative con le quali ha strappato dalla strada e dal degrado migliaia di ragazzi e ragazze. Grazie al suo impegno, oggi, tantissimi giovani hanno un lavoro e una famiglia e possono mettere a disposizione degli altri il loro coraggio, in un cerchio virtuoso che vuole ridare dignità alla vita.

Il progetto giunto al suo tredicesimo anno consecutivo coniuga  Teatro e Solidarietà: coinvolge diversi operatori professionali del teatro ragazzi italiano, mettendoli in relazione con organizzazioni e missioni che operano in scenari particolarmente difficili di questo mondo sempre più sghembo, luoghi dove anche i diritti che consideriamo scontati sono lontani e da conquistare, primo fra tutti quello dell’infanzia, dello studio, del gioco, dell’affetto e del cibo.

Negli anni con TEATRI SENZA FRONTIERE la compagnia Granteatrino ha incontrato tanti ultimi della terra: in Africa, America Latina ed anche nel nostro continente, come in Albania, Bosnia, Kosovo, e persino in Italia, a Castelvolturno, dove vive una numerosa comunità africana. L’intento è sempre lo stesso, semplice e disarmante, regalare momenti di socialità e di felicità a chi non ne ha. Adoperarsi affinché il piacere di assistere ad uno spettacolo di teatro, insieme ai propri genitori o amici, sia un’occasione da donare a quanta più gente possibile e soprattutto ai bambini di tutto il mondo. Aderiscono al progetto persone che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo ad un lavoro che per certi versi ribalta l’idea di internazionalità alla quale i nostri festival ci hanno abituato, non più e non solo ospitalità a compagnie straniere ma interventi diretti e mirati in alcune zone del mondo (sempre troppe purtroppo) dove i bambini faticano ad essere tali e dove c’è senz’altro bisogno di acqua e di cibo, ma anche di idee che possano arricchire quei futuri così incerti.

“Teatro Senza Frontiere” non è la tournée di questa o quella compagnia che va a fare spettacoli in un paese straniero, questo lo si fa da sempre, è invece un percorso nuovo che vede più soggetti impegnati a disegnare qualcosa di diverso; accendere la luce di un festival dove l’ombra è potente, cercando di illuminare ovunque sia possibile: villaggi, strade, foreste, periferie, mettendo in campo una forza nuova, frutto di sinergie e passioni. “TEATRI SENZA FRONTIERE” è un progetto ideato da Marco Renzi che raccoglie un’esperienza iniziata molti anni fa nell’ambito del festival “I Teatri del Mondo”, di cui lo stesso è stato ideatore, fondatore e direttore artistico per 27 anni (dal 1990 al 2016), esperienza che ha visto la realizzazione di progetti di teatro e solidarietà in particolari luoghi del mondo dove miseria e povertà rendono l’infanzia un diritto tutt’altro che acquisito. Dal 2017 l’Associazione UTOPIA (Unione Teatri Operativi per l’Infanzia e l’Adolescenza), che riunisce molte compagnie di teatro per ragazzi italiane, ha preso la gestione del progetto, al fine di garantirne continuità e qualità. Oggi “Teatri Senza Frontiere” è ospitato all’interno di “Marameo” festival interregionale ed internazionale del teatro per ragazzi.

Coordinatori del progetto sono Marco Renzi, Maurizio Stammati e Paolo Comentale.

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