Firme acceleratore lineare – Novità Tricase

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Pentassuglia incassa le firme per l’acceleratore lineare e anticipa una grande novità: in arrivo all’ospedale di Tricase l’eccellenza nella cura di malattie rare.

Una cerimonia «asciutta» quella di ieri al Tiziano. Niente fronzoli, solo tanta gratitudine dell’assessore alla Salute,
Donato Pentassuglia che ha ringraziato Massimo Rizzo, il tenace disoccupato di Surbo che gli ha consegnato 2.615 firme raccolte nelle parrocchie e nelle piazze di vari comuni. Firme che sono servite di stimolo alle istituzioni per l’acquisto dell’acceleratore lineare di ultima generazione. Nei giorni scorsi la Asl ha avviato l’avviso pubblico per la gara di fornitura: costo 2 milioni e 700mila euro.

Un invito alla Regione è venuto ieri dallo stesso Rizzo e da Alessandro Maletesta, il giovane che ha subito il calvario dell’emigrazione a Milano per sottoporsi a un delicato intervento al cervello.

Massimo Rizzo, ha condotto da solo una santa «crociata», coinvolgendo la Asl, i sindaci salentini, il Prefetto e
perfino la segreteria del Vaticano.

Nell’incontro di ieri il «testardo» volontario di Surbo ha pregato l’assessore di «adoperarsi per far funzionare i Gruppi multidisciplinari in Oncologia, che – ha precisato – ci sono ma non sono sempre operativi».

Le novità per la provincia di Lecce non sono finite. Ieri Pentassuglia annunciato la realizzazione di un progetto
innovativo presentato dalla direttrice dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, Suor Margherita e chel’assessorato sta valutando.

Un progetto, ha detto Pentassuglia, nel solco delle malattie rare e che verrà presentato dei prossimi giorni in
conferenza stampa. Si parla di macchinari e personale di eccellenza con struttura dedicata.

Intanto per il 13 ottobre prossimo il responsabile della Sanità in Puglia ha convocato una commissione ad hoc, «c’è di mezzo l’Università, una convenzione con gli Usa e l’opportunità – ha aggiunto – di portare qui delle vere eccellenze».

Per questo progetto domani Pentassuglia sarà al ministero a Roma dove si sta facendo una valutazione dei dati
epidemiologici del nostro territorio. «Perché Taranto, Brindisi e Lecce», ha auspicato l’assessore, «abbiano
un’attenzione da parte del Centro Salute Ambiente, come attività di screening e monitoraggio.

Magari i controlli preventivi possono salvare delle vite».

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