Fabio Ingrosso, Copagri

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‘Alle eradicazioni ormai non crede più nessuno. Stop al Piano Silletti e avanti a tutta forza con il finanziamento della ricerca’.

Quanto è emerso in Regione nel corso della IV Commissione Agricoltura del 3 dicembre u.s. non può passare inosservato, e soprattutto non può non produrre i dovuti effetti.

È apparso evidente che all’eradicazione non crede più nessuno e non certo per una scelta di ‘cuore’, passionale, identitaria, bensì per la rilevanza di partiture scientifiche che stanno ormai sempre più dimostrando che con il Codiro si può convivere e che l’ulivo nella sua storia millenaria ha superato prove ben più difficili della xylella.

La ricerca che Copagri ha messo in campo lo sta confermando quotidianamente come ho avuto modo di dire nel Convegno di presentazione sugli esiti della nostra sperimentazione sul campo svoltosi presso la Camera di Commercio di Lecce qualche settimana fa.

Ma se vogliamo ulteriori conferme a quanto è da noi sostenuto, ecco che ci vengono incontro luminari di fama internazionale. Infatti,  il 12 novembre scorso, all’interno del seminario scientifico dell EFSA ( l’Autorita Europea per la Sicurezza Alimentare), Alexander Purcell, uno dei massimi ricercatori mondiali, ha lanciato un appello all’Unione Europea sul quale occorre fermarsi e riflettere: “Non fate il nostro stesso errore contro la xylella – ha detto – gli abbattimenti non servono a nulla. Occorre contenere il batterio e lavorare sul rafforzamento delle piante“.

Se un’autorità scientifica, quale  il prof. Purcell ha dichiarato queste cose che ormai sono patrimonio comune di tanti, perché allora la Regione Puglia non si dà da fare intervenendo su Bruxelles e sul Ministero affinché si blocchi il Piano Silletti in attesa delle evidenze scientifiche, così da riuscire a dare alla ricerca il i tempi necessari per le conferme e le validazioni scientifiche? Soprattutto in considerazione del fatto che in pochi mesi, prove sperimentali condotte su ulivi hanno prodotto risultati-  se pur parziali e che necessitano di conferme –  straordinariamente positivi. Infatti, piante infette,  allorquando ‘aiutate’ con interventi a basso impatto ambientali, hanno dimostrato di riprendere a vegetare, fiorire e fruttificare, non manifestando alcun sintomo?

È su questa strada che bisogna investire! È sulle risorse verso la ricerca che bisogna puntare, proprio come si sta facendo con i bandi emanati dalla Regione Puglia, in risposta ai quali sono stati presentati progetti che potrebbero fornirci delle risposte e aiutarci a comprendere meglio il nostro nemico, il nemico degli ulivi e di un intero territorio.

Che senso ha finanziare la ricerca, come si dice di voler fare, se poi si accetta l’idea di andare avanti con le eradicazioni?

La memoria e la storia sono racchiuse negli ulivi,   ed è solo studiando quelli secolari che potremmo capire come aiutarli, perché è in essi è racchiusa la resistenza o tolleranza alle malattie. Cosa c’è di più resistente o tollerante di una pianta che ha vissuto per secoli? Quanti patogeni ha dovuto sopportare eppure è ancora lì e ci chiede di aiutarla e non di abbatterla?

Fino ad ora lo abbiamo fatto da soli, da liberi professionisti e ricercatori, ora è giunto il momento di sostenere il lavoro di ricerca e sperimentazione fin qui realizzato con grandi sacrifici e aiutarci a dimostrare che, come dice il prof. Purcell, solo rafforzando gli ulivi potremo contenere il batterio.

I governi, nazionale e regionale, devono intervenire in misure di sostegno al recupero del patrimonio e paesaggio olivicolo pugliese, e non possono farsi complice della sua distruzione; occorre un piano strategico incentrato sull’agricoltura e sul territorio se vogliamo provare a vincere questa battaglia.

Fabio Ingrosso

Presidente Copagri

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