Ezio Stellato: “Rottamazione, subito una nuova riforma o un condono, per evitare il default di 115.000 aziende italiane”

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Ezio Stellato, dottore commercialista, rappresentante interessi alla Camera dei Deputati e cultore di diritto tributario avverte che è sempre più vicina la scadenza del pagamento della rottamazione ter e che le 50 milioni di cartelle esattoriali già pronte daranno il colpo di grazia a un’economia italiana già messa in ginocchio dalla pandemia da Covid-19.

È ormai da un anno che il Dottor Ezio Stellato è impegnato a sensibilizzare il Governo per la ricerca di una soluzione drastica e concreta, che spinga verso un’unica strada percorribile: la riforma della Riscossione e un condono fiscale pre-Covid-19.

“Credo che gli italiani oggi necessitino di un condono tombale, più che di una semplice rottamazione. Una soluzione plausibile e di successo potrebbe essere quella di racimolare liquidità a discapito di un patrimonio certo, anche a condizione di privarsi di un proprio bene, a fronte di un notevole risparmio per sanare la propria posizione fiscale” – commenta Ezio Stellato.

“Guardando al modello attuale di rottamazione, l’obbligo del pagamento immediato, in un’unica soluzione delle rate scadute nel corso del 2020, determinerebbe un default di circa 115 mila aziende e che sono già a rischio fallimento” –  prosegue Stellato.

“Inoltre, in attesa di una riforma, sarebbe auspicabile sterilizzare il 2020, traslando e mettendo in coda, tutte le rate delle rottamazioni e delle rateazioni. Insomma, se ho una rateazione che finisce nel 2023, sarebbe opportuno prorogarle per le rate non pagate sin oggi, aggiungendole in coda con la loro normale scadenza e lo stesso dovrà valere per le rottamazioni e per il saldo e stralcio. Solo questo sarebbe rispettoso di quanto accaduto nel 2020”.

L’esame di Ezio Stellato della situazione attuale analizza anche i piani di risanamento “Le coperture di bilancio sono state stanziate per circa 32 miliardi, prevedendo ristori e scostamenti di bilancio per il rinvio delle scadenze fiscali. La ripartenza delle notifiche, circa 50 milioni di cartelle esattoriali, con la mancanza di un piano di ripresa delle attività esecutive, genererebbe una catastrofe fiscale senza precedenti. Alla luce di innumerevoli nomine e della corsa alle cancellerie delle sezioni fallimentari per i piani di risanamento, che sarebbero privi di garanzie, con la conseguenza di ritrovarsi in una situazione di default”.

“Bisogna procedere pertanto, con una riforma che preveda la semplificazione delle procedure di accesso alle rateazioni del debito tributario, introducendo – con l’ausilio degli ordini professionali preposti – degli indici di meritevolezza tributaria e sottoponendo all’amministrazione una sorta di piano attestato che certifichi la capacità di solvenza del contribuente. Ad oggi, alla luce dell’emergenza pandemica, occorre sospendere altresì, con effetto immediato, le rate di concordati e transazioni fiscali già omologati, in particolare delle partite IVA con codice ATECO provvisoriamente sospeso per impossibilità di apertura disposta da DPCM. Altra conseguenza della sospensione delle suddette attività, in regime di transazione fiscale o concordato omologato, è la necessita di prorogare le previsioni assunte nei piani attestati di risanamento che sono oggetto di apposita asseverazione professionale, sottoposta a sua volta, a omologa del tribunale». – conclude Ezio Stellato.

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