Effetti per famiglie a seguito manovra BCE.

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E’ iniziato l’acquisto dei titoli di stato da parte della BCE. Quali potranno essere gli effetti per le tasche delle famiglie?

Il mese scorso avevamo preannunciato il programma di acquisto di titoli di stato europei da parte della BCE: la Banca Centrale Europea immetterà liquidità nel sistema bancario per oltre 60 miliardi di euro al mese fino al settembre del 2016. In quell’occasione avevamo descritto gli obiettivi macroeconomici che Mario Draghi intende raggiungere con una politica monetaria espansiva così importante: scongiurare il pericolo della deflazione e portare velocemente l’Unione Europea fuori dalla crisi economica.

mario draghi

In termini microeconomici, gli effetti di tale politica investiranno le imprese che potranno contare su prestiti a tassi ridotti sia per le spese di funzionamento, sia, soprattutto, per le spese di investimento a lungo termine. Per le famiglie, gli effetti immediati della manovra monetaria espansiva riguarderanno il portafoglio delle proprie attività finanziarie e patrimoniali. I rendimenti dei titoli di stato scenderanno ancora e questo porterà ad un aumento del valore dei titoli già in possesso degli individui, ma anche ad una minore convenienza ad investire in titoli(a breve e lungo termine) di nuova emissione, caratterizzati da tassi di interesse particolarmente bassi. La riduzione dei tassi di interesse comporterà sia una minore onerosità dei crediti al consumo per le famiglie con un conseguente incremento generale dei consumi, sia, soprattutto, una maggiore convenienza a contrarre mutui per l’acquisto di immobili. L’aumento della domanda di immobili potrà portare, a parità di prelievo fiscale, ad un incremento  del valore degli immobili esistenti già in possesso dei privati.

Ovviamente non si possono tacere gli effetti che tali cambiamenti microeconomici, riguardanti le famiglie, potrebbero avere anche sulle importanti componenti macroeconomiche del reddito nazionale: “consumo” e “investimenti”. L’aumento dei singoli consumi familiari inciderà direttamente sulla componente macroeconomica “consumo”, portando le imprese a produrre e a investire in misura maggiore per soddisfare la maggiore domanda da parte delle famiglie: ciò comporterà un aumento del valore sia della componente “consumo” che della componente “investimenti”. Inoltre, l’aumento della domanda di immobili stimolerà nuovi investimenti sia nel settore immobiliare, sia nella produzione di macchine industriali da utilizzare in quel settore. Ciò potrebbe innescare il meccanismo macroeconomico del “moltiplicatore keynesiano”, portando ad un aumento esponenziale di consumi e degli investimenti e incrementando così, in misura significativa, il reddito nazionale e il reddito individuale dei cittadini.

 

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