COVID: LE MISURE DI SOSTEGNO ALLA FILIERA DELLA BIRRA ARTIGIANALE ITALIANA

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COVID: LE MISURE DI SOSTEGNO ALLA FILIERA DELLA BIRRA ARTIGIANALE ITALIANA

 

Il mercato della birra italiana ha vissuto un periodo d’oro nell’ultimo decennio crescendo, anno dopo anno, in produzione e vendite con un trend che ha avuto il suo fenomeno più rilevante nei microbirrifici artigianali a forte radicamento territoriale. Ora, a causa delle restrizioni al canale Ho.re.ca per fronteggiare la pandemia Covid-19, sta patendo una drastica riduzione del fatturatocon stime di perdite pari anche al 90%.

Esprimo tutta la mia solidarietà verso un settore in cui abbiamo fortemente creduto – dichiara la deputata Francesca Galizia, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – sia normando la denominazione di birra artigianale sia sostenendo la nascita di microbirrifici sul territorio nazionale grazie alla riduzione del 40% delle accise inclusa nella Legge di Bilancio 2019. Con la chiusura di pub, ristoranti, pizzerie e l’annullamento sine die di sagre, manifestazioni e fiere, diviene però importante sostenere il comparto attraverso tutte le misure messe a disposizione dal Governo Conte come, ad esempio, il Fondo Ristorazione. Con una dotazione di 600 milioni di euro – prosegue la deputata Galizia (M5S) – permette a titolari di ristoranti, pizzerie, catering, mense, agriturismi e alberghi con somministrazione di cibo, fino al 28 novembre, di ottenere contributi a fondo perduto da un minimo di 1.000 ad un massimo di 10.000 euro per l’acquisto di prodotti delle filiere agroalimentari italiane. Tra queste c’è anche la birra artigianale che invito ad acquistare, affinché si possa evitare di creare danni irrimediabili ad un settore d’eccellenza divenuto patrimonio nazionale delle nostre tavole”.

Negli ultimi anni in Italia, infatti, sono nati circa 900 birrifici artigianali con 7.000 addetti e una produzione arrivata a 500.000 ettolitri. La sola regione Puglia può contarne circa 86 attualmente operativi.

Per quanto riguarda le misure di ristoro, oltre alla decontribuzione per i primi sei mesi del 2020, a cui si aggiunge quella dei mesi di novembre e dicembre presenti nel decreto attualmente all’esame del Senato – conclude la deputata Francesca Galizia (M5S) – ci impegneremo affinché nei prossimi provvedimenti si intervenga per le perdite di prodotto e conseguentemente fatturato per l’intero anno, come purtroppo sta avvenendo per la filiera brassicola”.

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