venerdì, Dicembre 9, 2022
HomeCIA Puglia: “Proposta europea uccide la nostra agricoltura”
Array

CIA Puglia: “Proposta europea uccide la nostra agricoltura”

Fitofarmaci, CIA Puglia: “Proposta europea uccide la nostra agricoltura”

“Ridurre l’uso dei fitofarmaci in agricoltura è un obiettivo giusto se calibrato in modo progressivo e perseguito ‘dal basso’, a seconda della specificità dei terreni in cui applicarlo gradualmente e, soprattutto, se conseguito senza penalizzare le produzioni per qualità e quantità e i produttori chiamati a metterlo in pratica. Ecco perché la proposta di regolamento per l’uso dei fitofarmaci promossa dalla Commissione Europea, che per l’Italia prevede una riduzione ‘di botto’ del 60%, non solo è inaccettabile e irricevibile, ma fortemente dannosa e totalmente avulsa dal contesto specifico italiano, dove i terreni agricoli hanno caratteristiche profondamente diverse da regione a regione e da provincia a provincia”.

E’ Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, a intervenire su una questione che, di qui ai prossimi mesi, potrebbe portare a uno stravolgimento totale dell’agricoltura italiana e di quella pugliese.

“Per il nostro settore ortofrutticolo”, aggiunge Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, “sarebbe una mazzata mortale. Da molti anni continuiamo a investire nello sviluppo e nell’applicazione di soluzioni sostenibili per la protezione delle colture. I nostri agricoltori si attengono a regole e protocolli di produzione integrata e biologica tra i più stringenti al mondo”.

MENO PRODUZIONE, PIU’ DIPENDENZA. “L’obiettivo riduzione”, dichiara Giuseppe De Noia, presidente di CIA Levante (Bari-Bat), “richiede tempi realistici, nuove soluzioni tecnologiche come le tecniche genomiche, e l’applicazione di alternative praticabili e concrete che garantiscano gli stessi livelli produttivi e di qualità”.

“Mancano adeguati studi di impatto”, spiega Pietro De Padova, presidente di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), “la Commissione Europea non ha considerato gli effetti sulle aziende. L’inevitabile calo della produzione agricola potrebbe aumentare la dipendenza dalle importazioni da Paesi extra-Ue, dove qualità e sicurezza alimentare lasciano spesso a desiderare e dove non sono applicate le stesse regole produttive imposte agli agricoltori europei”.

LE AREE SENSIBILI. “Un altro elemento molto preoccupante del regolamento”, aggiunge Benedetto Accogli, presidente CIA Salento e vicepresidente regionale dell’organizzazione, “è l’ambigua definizione di ‘aree sensibili’ in cui l’uso di tutti i prodotti fitosanitari sarebbe vietato. Un divieto totale, oltre alla perdita di produzione, potrebbe favorire la comparsa di nuovi parassiti e di malattie secondarie. Facile immaginare gli effetti di una ‘nuova Xylella’ sui nostri territori”.

ITALIA PENALIZZATA. CIA Agricoltori Italiani, inoltre, è molto preoccupata per i cosiddetti “indici di intensità” proposti dalla Commissione, che darebbero all’Italia un target di riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 62%. Una ‘assegnazione’ dall’alto che non considera le grandi differenze tra regioni, territori e tipologie di colture. Ci sono impatti sulla produttività e sulla competitività del settore ortofrutticolo, con effetti potenzialmente devastanti sui livelli di redditività. “Non è stata minimamente considerata la sostenibilità economica di proposte elaborate senza coordinamento tra gli attori istituzionali, senza ascoltare gli agricoltori. Prima che l’esistenza stessa delle nostre aziende agricole sia messa a rischio, e che i consumatori siano costretti ad acquistare prodotti di Paesi terzi con legislazioni meno restrittive, gli obiettivi della strategia Farm to Fork e la riduzione dei fitofarmaci proposti dovranno essere urgentemente revisionati”, ha concluso Gennaro Sicolo.

Articolo precedente
Prossimo articolo
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui

Most Popular

Recent Comments

Alba Contino on La poesia di Alba Contino