Casarano, sottoscritto il Patto per la sicurezza urbana: antimafia sociale, videosorveglianza, recupero dei beni confiscati

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Un “punto di partenza per rafforzare le misure di sicurezza, migliorare le capacità attrattive del territorio e migliorare la videosorveglianza”. Così è stato definito il Patto per la Sicurezza urbana di Casarano, siglato questo pomeriggio in Prefettura.

La firma è stata apposta dal Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta, dall’assessore Sebastiano Leo per la Regione Puglia, dal sindaco di Casarano Gianni Stefano, dal presidente della Provincia stefano Minerva, dal delegato del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lecce, dai rappresentanti di Camera di Commercio e Confindustria Lecce.

Si tratta di uno strumento pensato con lo scopo di fare sistema in un territorio a rischio, che vede una presenza insidiosa della criminalità organizzata. Preoccupazione e paura, a tal proposito, ha destato l’agguato, nella tarda serata del 25, contro Antonio Amin Afendi, 28enne con origini marocchine ma residente del posto, contro cui sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco da un kalashnikov e un fucile a pompa . L’uomo, che sembrerebbe legato sentimentalmente alla vedova di  Augustino Potenza, nome noto della criminalità organizzata locale, ucciso tre anni fa a colpi di kalashnikov, è stato ferito in maniera non mortale. A seguito di tale fatto si è svolto un vertice in Prefettura nel corso del quale si è stabilito di intensificare i controlli sul territorio. La firma del Patto rappresenta un ulteriore tassello nelle azioni a contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso.

Intanto, fa sapere il Comune di Casarano, il finanziamento per il potenziamento del sistema di videosorveglianza presso la zona industriale è già stato ottenuto attraverso il consorzio ASI Lecce e la Regione Puglia ha già attivato la scuola di formazione per la polizia locale. Un ruolo attivo avrà, inoltre, la Camera di Commercio nel supportare il Comune per la videosorveglianza delle attività commerciali. Importante è poi la leva culturale: ovvero formare le nuove generazioni al rispetto della legalità. Centrale, a tal proposito, risultano il ruolo delle scuole e la capacità del corpo docente di guidare gli studenti su tali percorsi.

Esprime piena soddisfazione il sindaco Gianni Stefàno: “Il protocollo e l’attuazione dei contenuti dello stesso saranno un strumento fondamentale per monitorare e garantire la sicurezza del territorio. Apporterà dei miglioramenti nell’attività di monitoraggio e analisi di quei fenomeni che potrebbero interessare l’infiltrazione criminale nel tessuto economico della Città. Ma non solo, nel protocollo sono contenute anche iniziative per la valorizzazione del territorio, il recupero e la riconversione dei beni confiscati alla mafia, le iniziative e i progetti di antimafia sociale. Si attiva un sistema sinergico in cui le istituzioni si mettono insieme per combattere un’unica battaglia. Questo è un fatto importante, anche alla luce degli episodi degli ultimi giorni, per trasmettere segnali forti per la sicurezza in un territorio che evidenzia buoni segnali di ripresa economica”.

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