Carlo Salvemini su terreni via Lodi e via Cicolella

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Intervento di Carlo Salvemini sul caso dei terreni di Via Lodi e Via Cicolella:
“Il tempo – si dice – è galantuomo. Bisogna avere la pazienza di aspettare che i fatti prendano il posto delle opinioni, che le verità cancellino le bugie, che la chiarezza sgombri le manipolazioni. Come nel caso – uno dei tanti – dei terreni di proprietà della Lupaie Servizi in via Cicolella e via Lodi e per i quali erano stati presentati due piani particolareggiati che durante i 18 mesi di governo non portammo all’approvazione del Consiglio comunale, scatenando le ire funeste dell’opposizione, che ci accusò delle peggiori intenzioni.
L’altro giorno il Prefetto Sodano – commissario al Comune – con propria delibera li ha respinti entrambi perché non compatibili con gli standard urbanistici dell’area. In sostanza confermando la linearità del nostro operato. Quello che venne lucidamente spiegato da Rita Miglietta – a nome dell’amministrazione – in commissione urbanistica nell’agosto del 2018: “In via Cicolella il suolo è posto al centro di un sistema residenziale, a quel pezzo di quartiere serve un progetto salvaguardi elementi di connessione tra le parti;  in via Lodi serve garantire un adeguato rapporto con un importante asse viario che non comprometta troppo i vuoti. Quei due progetti così come redatti non possono essere approvati, sarebbero uno scempio urbanistico. L’assessorato ha il dovere di salvaguardare gli spazi da usi impropri, ha il dovere di garantire che ogni trasformazione non comprometta l’esistente ma anzi lo migliori, ha il dovere di esigere un progetto di qualità, non un disegno elementare che tradisce le destinazioni urbanistiche. Un dovere che dobbiamo ai cittadini tutti, ai residenti di quei quartieri, alla loro vita quotidiana”.
Dicemmo insomma alla Lupiae: presentateci due progetti diversi, che nel garantire un ritorno economico alla società siano però capaci di migliorare la vivibilità delle zone interessate, a vantaggio di tutti. Si scatenarono le polemiche. il leader dell’opposizione tuonò: “È evidente come il sole che questa maggioranza abbia un atteggiamento ostile nei confronti della società visto che è la stessa che ha bloccato il piano di lottizzazione (adottato dalla mia amministrazione alla fine del 2016) che avrebbe consentito alla società di monetizzare con la vendita i terreni dismessi a suo favore dal Comune di Lecce“.
Oggi il Commissario Prefettizio chiarisce chi stava lavorando facendosi carico dell’interesse della città sostenendo il peso di scelte difficili. E chi agiva esclusivamente mosso dalle preoccupazioni di consenso. Un passaggio esemplare che racconta due modi diversi di intendere il governo della città”.
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