CAOS SCUOLE | AS LECCE

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“Studenti inascoltati, improvvisazione e mancanza di programmazione”

Era metà settembre quando decine di migliaia di studenti pugliesi si apprestavano a tornare sui banchi di scuola, dopo mesi di didattica a distanza forzata dal primo lockdown nel nostro paese. Si sperava in un ritorno alla normalità – dichiara Andrea Gaetani, presidente provinciale di Azione Studentesca – ma, a causa della mala gestione del rientro da parte del Governo e l’inerzia della Giunta regionale, impegnata in quel periodo in campagna elettorale, il ritorno a scuola è stato disastroso. Gli studenti pendolari sono stati costretti a raggiungere gli Istituti su mezzi di trasporto stracolmi, ammassati uno sull’altro e stipati sui sedili, nonostante le misure anti contagio. Nel frattempo il Governo centrale, al posto di occuparsi dell’inadeguatezza delle strutture, della mancanza di personale, ha pensato di buttare milioni di euro per l’acquisto di inutili banchi con le rotelle.
A fine ottobre si tenta di correre ai ripari: interruzione delle lezioni in presenza e tutti gli studenti di nuovo in didattica a distanza. Si ripresentano così le difficoltà relative alla Dad: dai pc e i tablet, alla connessione wi fi.
Arriva poi l’ordinanza del Presidente Emiliano che getta nel caos famiglie e studenti: didattica per il 75% a distanza e per il 25% in presenza. Poi di nuovo lo stop. Intanto il paradosso targato Azzolina: banchi a rotelle in classe e alunni a casa. In questo scenario, – continua Gaetani – noi di Azione Studentesca abbiamo avanzato numerose proposte per riorganizzare il rientro: termoscanner, tamponi rapidi a tappeto, sistemi di areazione, potenziamento del trasporto pubblico locale coinvolgendo il privato. Ma le Istituzioni non hanno pensato di coinvolgere gli studenti nelle scelte importanti riguardo il loro futuro per tramite delle associazioni o degli organi di rappresentanza studentesca, e le proposte sono rimaste inascoltate. Successivamente, l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo, afferma che per la Regione la scuola non è una materia primaria.
Gli studenti sarebbero dovuti tornare in aula al termine delle vacanze di Natale, ma la Dad è stata prorogata per una settimana, poi un’altra, poi un’altra ancora. Da inizio febbraio Emiliano introduce la “libera scelta” tra la Dad e le lezioni in presenza, scaricando la responsabilità sulle famiglie. Poi gli eventi più recenti: il presidente emette un’ordinanza per interrompere nuovamente le lezioni in presenza fino al 5 Marzo, dopo appena un giorno di lezioni da casa il TAR la sospende, ma lui non molla firmandone un’altra che prevede la Didattica integrata fino al 14 Marzo.  Dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo assistito ad una vera e propria improvvisazione sul mondo della scuola, dettata da una mancanza di programmazione. Famiglie e studenti sono stati completamente abbandonati nell’incertezza più totale. Questo “stop and go” tra Dad e lezioni in presenza non fa altro che accelerare il fenomeno della dispersione scolastica e, secondo un’indagine di Ipsos sono 34mila gli studenti che potrebbero abbandonare la scuola. Gli studenti, le famiglie, i sindacati, i docenti, si uniscono in un unico coro di disapprovazione. Ora pretendiamo chiarezza, siamo stufi di questa schizofrenia istituzionale.

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