Caos a Rodi Garganico

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Caos a Rodi Garganico per la denuncia di un regista in un documentario shock su vecchi peccati.

 

Rodi Garganico negli anni novanta è una realtà come tante altre nel gargano con un turismo che si appresta a spiccare il volo e a gettare le basi per quella che diventerà una delle mete turistiche più amate per le vacanze estive anche da molti personaggi del mondo dello spettacolo. Il benessere alle porte però cela altro, qualcosa di inquietante e terribile che si agita nei giovani del paese. 

Il regista e scrittore Giuseppe Sciarra dopo una serie di cortometraggi e documentari di successo in coppia con Andrea Natale e Ennio Trinelli ha realizzato un breve documentario in cui ci parla del lato oscuro della perla del Gargano, quel lato oscuro che riguarda la parte in teoria più innocente di quel borgo, la quale  stando a quello che dice il regista pugliese è in balia della delinquenza e di una crudeltà insana. 

Sciarra in un cortometraggio di soli quindici minuti, ” Ikos” interpretato da Edoardo Purgatori ci descrive il mondo sommerso della Rodi Garganico dell’epoca, dove la brutalità di ragazzini di nove, dieci, undici anni decide di sceglierlo come capro espiatorio dei propri mali bullizzandolo pesantemente e facendogli terra bruciata con ripicche, calunnie e umiliazioni. La colpa di Sciarra? Essere troppo gentile e un po’ effeminato per gli strandard mascolini e machisti di quella realtà di agrumi basata sulla leggenda della Madonna della libera giunta nelle acque di Rodi da Costantinopoli dopo che un nave veneziana che la trasportava si arrestò inspiegabilmente nelle coste garganiche.

Ikos Trailer: IKOS – promo – anno 2021 – YouTube

Rodi sarà per molti anni un incubo per il regista pugliese, tra adulti che lo deridono e coetanei che non l’accettano e che lo disprezzano diventando il gioco di molti rodiani, un gioco perverso, rivolto a un bambino lasciato solo e spinto al suicidio dai suoi aguzzini a soli quattordici anni. 

In Ikos viene raccontata la triste storie del regista ma anche la sua rinascita, la sua lotta contro il bullismo senza piangersi addosso. Sciarra non utilizza l’espediente del pietismo e del dolore fine a se stesso, ikos è una denuncia lucida e coraggiosa contro un’ingiustizia commessa da dei minori ma forse anche da alcuni adulti che non sono stati in grado di capire il dramma di un bambino preso di mira in un contesto delinquenziale che non si è voluto vedere. Un’accusa forte quella di Giuseppe Sciarra che chiede a Rodi di guardarsi nel suo specchio nero dopo tutti questi anni.

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