BATTISTI SFIDA LE AUTORITA’ ITALIANE E BRASILIANE

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BATTISTI SFIDA IMPUNEMENTE LE AUTORITA’ ITALIANE E BRASILIANE

Arresto confermato per Cesare Battisti: lo ha deciso il giudice federale, Odilon de Oliveira, durante l’udienza di custodia svoltasi in videoconferenza nella sede della polizia federale di Corumba’.

Il magistrato ha ritenuto che ci fossero i presupposti per la custodia cautelare in carcere. Battisti è stato fermato dalla polizia stradale – mentre stava cercando di varcare il confine del Brasile in direzione della Bolivia.

Pertanto per de Oliveira, la misura preventiva nei confronti di Battisti, è necessaria proprio per scongiurare il “pericolo di fuga”.

Da Roma si ribadisce la ferma volontà di assicurarlo alla giustizia italiana il prima possibile.  Un giudice federale ha comunque confermato il suo arresto per scongiurare il “pericolo di fuga.

L’Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti nel nostro Paese, la pena detentiva, ha sottolineato  il ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando.

L’impegno per riportare Battisti in Italia va avanti da anni ma negli ultimi tempi, con l’insediamento del nuovo presidente brasiliano Michel Temer, si è impressa una decisa accelerazione. Nei mesi scorsi il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha dato mandato all’ambasciatore italiano in Brasile di richiedere formalmente alle autorità di riavviare le procedure per estradare l’ex terrorista, condannato all’ergastolo per quattro omicidi.

La richiesta è stata sottoposta in Brasile ad una analisi, ricevendo il consenso di due ministri, quello della Giustizia, Torquato Jardim, e degli Esteri, Aloysio Nunes Ferreira.

Il governo brasiliano avrebbe anche già trovato il modo di aggirare il decreto Lula. E’ infatti ipotizzabile che la sua tentata fuga in Bolivia sia conseguenza proprio del pressing del governo italiano sul presidente Temer, che gli ha fatto temere che il Brasile non fosse più un luogo sicuro per lui. Alla polizia l’ex militante ha dato una spiegazione alla quale gli agenti brasiliani non hanno creduto.

Corumbà, la città al confine nella quale è stato fermato, dista centinaia di chilometri dal luogo in cui vive Battisti.

Inoltre l’ex terrorista aveva con sé cinquemila dollari e duemila euro in contanti che per la legge brasiliana, per portare fuori dal Paese cifre in denaro superiori ai diecimila real (circa tremila euro) bisogna dichiararle alle autorità.

Tra gli oggetti trovati nell’auto anche una polvere di colore biancastro, gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di cocaina.

Al momento Battisti è accusato di evasione fiscale e riciclaggio ed il magistrato ha ritenuto che ci fossero i presupposti per la custodia cautelare in carcere visto il pericolo di fuga dell’ex terrorista.

Intanto dal mondo politico italiano, non si perda altro tempo, il governo si adoperi con ogni mezzo affinché Battisti sconti la sua pena nel nostro Paese. Ha  dichiarato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

Per il governo italiano è giunto di nuovo il momento di chiedere l’estradizione dice la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Per Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pier Luigi ucciso nel 1979 durante una rapina organizzata dall’ex terrorista, non c’è nulla da festeggiare. Magari siamo alla volta buona, questi due governi sono nelle condizioni di dare giustizia alle vittime?.

 

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