Alchimie – riflessioni di un teatro di comunità: resoconto della conferenza web

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ALCHIMIE – RIFLESSIONI DI UN TEATRO DI COMUNITÀ: OGGI SU YOUTUBE UNA CONFERENZA CON IL PRESIDENTE DI FONDAZIONE CON IL SUD, CARLO BORGOMEO, PER RACCONTARE I RISULTATI DEL PROGETTO CHE HA VISTO AL CENTRO LA DISTILLERIA DE GIORGI DI SAN CESARIO DI LECCE
Venerdì 9 aprile in diretta web su Youtube si è tenuta la conferenza “Alchimie – Riflessioni di un teatro di comunità“, una importante occasione di discussione e approfondimento per tracciare un primo bilancio di “Alchimie – la Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce residenza artistica di comunità“. Grazie al progetto, sostenuto da Fondazione con il Sud, uno dei più interessanti e imponenti monumenti dell’archeologia industriale pugliese e meridionale, in questi anni, è diventato un luogo aperto al teatro, all’internazionalizzazione della scena, alla formazione d’eccellenza e all’inclusione sociale. Promosso dal Centro italiano dell’International Theatre Institute – Unesco e da Astràgali Teatro, in collaborazione con il Comune di San Cesario di Lecce, il progetto Alchimie ha visto la partecipazione di una qualifica rete di partenariato composta da Iti – Unesco Worldwide, Espéro, Teatro dei Veleni, Teatro Zemrude, VariArti, NovaVita, Libera, CPIA Lecce.

“Alchimie è la testimonianza di un progetto e di una realtà che è stata condivisa non solo dall’Amministrazione pubblica e dagli organizzatori ma anche dai cittadini che hanno partecipato. Ringrazio l’Iti, Astragali Teatro e tutti i partner del progetto perché abbiamo lavorato settimana dopo settimana per concordare insieme le attività”, ha esordito nel suo saluto Elisa Rizzello, assessora alla cultura del Comune di San Cesario di Lecce. “Alchimie è stato un progetto veramente di comunità e mi auguro che possa proseguire all’interno della Distilleria De Giorgi, un grande patrimonio artistico e culturale ma soprattutto di tutta la nostra comunità”.

“Il progetto Alchimie è stata un’ipotesi di teatro di comunità. In questi ultimi anni si sta facendo sempre più strada una diplomazia dal basso e una presenza del teatro come strumento straordinario di trasformazione dei luoghi e delle relazioni sociali e di riscatto delle comunità”, ha sottolineato in apertura Fabio Tolledi, presidente del Centro italiano dell’International theatre institute e direttore artistico di Astragali Teatro. “Il progetto ha camminato su due piedi. Il primo è stato la comunità di San Cesario, che ha partecipato e condiviso le nostre attività e al quale abbiamo dedicato un Archivio sonoro con le voci e le memorie dei cittadini. L’altro piede è quello della relazione con l’Italia e con il resto del mondo, con artisti coinvolti da India, Stati Uniti, Iran, Palestina e altri Paesi che hanno dialogato con compagnie ed esperienze locali ma soprattutto con la comunità. Dalla nostra esperienza, abbiamo imparato che i luoghi di conflitto sono segnati da un’idea di isolamento e di assenza di dialogo con il mondo. Noi abbiamo cercato di sfondare questa membrana e dialogare con l’esterno e con la comunità”.

“Noi ci interroghiamo sempre sulla qualità delle scelte dei progetti selezionati. In questo caso siamo sicuri che le nostre risorse sono state palesemente ben spese. La vostra battaglia che noi abbiamo sostenuto sembra vinta”, ha ribadito Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud. “Il progetto Alchimie risponde in pieno alla logica che porta la Fondazione con il sud a intervenire per la valorizzazione dei beni comuni. Non sostiene attività culturali fini a se stesse, ma è impegnata nel sociale, nel rafforzamento delle comunità. Alchimie è un progetto che fa inclusione sociale, che fa del rafforzamento del concetto di accoglienza e di condivisione la sua forza, che anche attraverso le relazioni internazionali mette il teatro al centro di questa operazione. Quando ho visto le immagini della fabbrica ho pensato che per decenni quella fabbrica era il simbolo del fallimento, immagine plastica dell’interruzione di un processo di sviluppo. Molti anni fa in quel territorio nasceva un bambino e la famiglia sperava che potesse lavorare in quella fabbrica. L’operazione di recuperare quel bene in una nuova dimensione mette al centro un percorso di sviluppo diverso”.

A seguire si è sviluppato un interessante dibattito e una riflessione ampia e articolata con gli interventi di Gaetano Giunta, segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina, Angelo Salento, presidente del corso di Laurea di Sociologia dell’Università del Salento, Massimo Barilla, direttore artistico della compagnia calabrese Mana Chuma Teatro, e Gabriele Ruggiero, segretario generale della Fondazione di Comunità del Salento. Gli ospiti hanno riflettuto, da vari punti di vista, del rapporto tra arte, cultura, teatro e comunità, ed elogiato il lavoro svolto da Alchimie sul territtorio e con il territorio.

Durante l’incontro Fabio Tolledi ha sottolineato e valorizzato – anche attraverso la proiezione di alcuni video e slide con le foto – le attività avviate e completate in questi anni da tutti i partner coinvolti. Tra la Distilleria De Giorgi, altri luoghi di San Cesario di Lecce e, a causa della pandemia, anche sul web, Alchimie ha ospitato complessivamente oltre 30 incontri, seminari e conferenze, 6 rassegne e un festival internazionale con oltre 160 tra spettacoli, performance e prove aperte di teatro per adulti e per ragazzi, 15 visite guidate, 6 workshop, 14 concerti, 3 summer school, 30 laboratori e corsi, 13 installazioni e mostre, 11 residenze artistiche, 10 cineforum, due edizioni del Premio teatrale dedicato all’attore e regista Marcello Primiceri, un’edizione del Premio dedicato al teatro in “lingua salentina”, la creazione di un archivio sonoro, un ciclo di incontri (e appena possibile anche di una mostra) dedicati all’artista Ezechiele Leandro e alcuni progetti esterni ospitati. Il progetto ha reso possibile anche la ristrutturazione e il recupero dei vecchi uffici di uno tra i più importanti opifici italiani per la distillazione delle vinacce nei primi decenni del ‘900. La Distilleria De Giorgi ha implementato la vocazione a essere uno spazio collettivo, un ambiente di co-working per associazioni, giovani, artisti, cittadini. Muovendo dalla Distilleria, il progetto ha coinvolto l’intera comunità, non solo spettatrice ma ospite a largo raggio delle varie attività e degli ospiti locali, nazionali ed internazionali in residenza. In questo senso il parterre stesso dei promotori è diventato un incubatore di buone pratiche e di un modello di intervento culturale e sociale dove l’essere in relazione è stato, innanzitutto, il metodo di lavoro fra i partner.

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