Abbandoni di rifiuti, pizzicati dalle fototrappole anche professionisti. In un anno multe per 200mila euro

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All’occhio elettronico non si sfugge. E così sono 393 le sanzioni elevate dal Comune di Lecce nei confronti di cittadini colti nell’atto palese di abbandonare illegalmente rifiuti.

Le sanzioni elevate hanno raggiunto un valore complessivo di 199.300 euro.

I numeri, forniti in una conferenza stampa svoltasi stamattina, si riferiscono al periodo giugno 2019 – luglio 2020.

Un fenomeno diffuso ma nei confronti del quale l’amministrazione ha dichiarato apertamente guerra, a tutela del decoro della città – aree periferiche comprese – e della legalità.

“Una abitudine trasversale, con una leggera prevalenza nella fascia anziana, mentre i più giovani sono di frequente autori del cosiddetto littering, cioè l’abbandono per strada di rifiuti di piccole dimensioni che contengono sostanze nocive e inquinanti. In genere chi abbandona è un evasore Tari, ma non è una prevalenza schiacciante: l’amara sorpresa è data proprio dall’elevata incidenza di regolari contribuenti Tari, residenti a Lecce, che si fanno notare per gli ingenti quantitativi di ingombranti sversati nelle campagne. È una deplorevole abitudine che va oltre lo status sociale o la professione e questo ci dimostra quanto sia un problema sostanzialmente culturale, dove per cultura si intende qualcosa che non ha nulla a che fare con il titolo di studio: alcuni dei protagonisti dei nostri fotogrammi sono dei professionisti, regolari contribuenti Tari per i loro studi“, ha dichiarato con amarezza l’assessore all’Ambiente Angela Valli.

L’attività di abbandono dei rifiuti (e relativa sanzione) non si è fermata durante il periodo del lockdown. Tra il 9 marzo e il 18 maggio del 2020, infatti, le fototrappole hanno “pizzicato” 29 cittadini che hanno violato l’obbligo di restare a casa uscendo per abbandonare i rifiuti. Una doppia violazione, quindi, in barba alle regole e al buon senso.

Da dicembre 2019 la dotazione di fototrappole a disposizione del Comune di Lecce è stata raddoppiata: oggi sono 16, alcune delle quali utilizzano una tecnologia a sensori che rilevano i movimenti sull’area interessata, scattando foto e video sia di giorno che di notte.

Le aree da monitorare sono individuate attraverso un lavoro costante di sopralluogo sul territorio da parte dell’Ufficio Ambiente, rafforzato dalle segnalazioni. A tale scopo, si sottolinea che il Front Office Ambiente è raggiungibile al numero 0832 682583 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Nel solo anno 2020 il nucleo Dec della Polizia Locale, che lavora a stretto contatto con l’Ufficio Ambiente, ha accertato 418 violazioni, 205 legate all’abbandono dei rifiuti, che hanno prodotto 82mila euro di sanzioni, 104 legate a “scorrette modalità di conferimento” (10.400,00 euro di sanzioni), 75 verbali per il conferimento nei cassonetti di prossimità da parte di utenti non residenti in zona marine e case sparse, 5 verbali per violazione D.Lgvo 152/2006, oltre a 29 accertamenti di violazione dei Dpcm ministeriali relativi al divieto di spostamento senza valida motivazione.

“È un lavoro che tiene conto dell’esperienza sul campo, con il riscontro quotidiano sul territorio di micro-discariche o semplici strade che per fenomeni contingenti diventano teatro di abbandoni, ha dichiarato il sindaco Carlo Salvemini“. Monitorato anche lo scorretto uso dei cestini porta-rifiuti che, come precisato ancora dal primo cittadino, sono atti a “raccogliere piccoli rifiuti da passeggio, questo è previsto dalle norme, non buste di spazzatura. La sanzione ha un valore punitivo nei confronti del trasgressore, ma punta soprattutto a introdurre un comportamento virtuoso, altrimenti elevare una multa fornisce ben poca soddisfazione. Quello che è importante far comprendere – conclude Salvemini – è che non si resta

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