Xylella: Non ci si arrende ad un batterio.

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Ingrosso “No alla fascia di eradicazione.”  Si rifletta sulle conseguenze che ciò può comportare.

fabio ingrosso

Nell’anno 2015 ci si può arrendere, con tanta inerzia e, scusate il termine, con tanta codardia ad un batterio? Nemmeno due secoli fa accadeva ciò a cui si assiste oggi. Non si può issare bandiera bianca contro la Xyllella o il cicadellide che la trasporta, ma bisogna, invece, darsi da fare per mettere in campo ogni forma di sperimentazione scientifica che possa scongiurare la realizzazione di un’area desertificata nel Salento ampia ben 750 chilometri quadrati, un’area enorme che va dallo Jonio all’Adriatico.

Non appartiene a noi di Copagri il motto “Io l’avevo detto…”, ma è triste dover constatare che mesi fa sostenevamo che non sarebbe servito abbattere gli ulivi disseccati per risolvere il problema della propagazione del batterio.

Lo spaventoso e assurdo deserto che viene prospettato è incompatibile con la storia del nostro territorio, con la sua economia e con le sue potenzialità di sviluppo non solo nel settore agricolo, ma anche in quello turistico.

Ci chiediamo: dopo aver reciso gli ulivi cosa andremo ad eradicare? E l’ecosistema reggerà?

Bisogna lavorare ed insistere sulla ricerca, invece. Bisogna effettuare sperimentazioni sul campo ed in laboratorio mettendo in sinergia scienza e agricoltura, scienziati ed agricoltori. Solo così si può pensare di poter lottare con tutte le nostre forze e non cedere, in maniera inerme, dinanzi ad un batterio ed un vettore, anzi, soprattutto, non arrendersi alla paura di un sistema che non crede più nelle proprie forze. Voglio dirlo: prima di eradicare indiscriminatamente si rifletta sulle conseguenze che ciò può comportare. Con serietà.

 

Fabio Ingrosso

Presidente Copagri Lecce e vicario Puglia

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