XYLELLA

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IL PD PLAUDE AD UN GOVERNO CHE SCENDE IN CAMPO OLTRE IL 90ESIMO.

Per il deputato pugliese L’Abbate (M5S) c’era bisogno dell’embargo francese per vedere il ministro dell’Agricoltura del Governo Renzi, Maurizio Martina, in terra salentina

Sono partite le operazioni “chirurgiche”, per usare le sue stesse parole, del Commissario Silletti per contrastare il cosiddetto co.di.ro (complesso del disseccamento rapido dell’olivo) che ha colpito gli oliveti salentini. E mentre si compiono, finalmente, le prime azioni concrete sul territorio pugliese, il PD – con Tomaselli, Bellanova e Capone tra gli altri – plaude la visita del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in Salento e decanta un Governo “già in campo”.

Doveva giungere l’embargo francese per svegliare Martina ed il Governo Renzi – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – eppure il primo embargo la Puglia lo aveva già subito quasi tre mesi fa dall’Algeria sulle barbatelle. Una decisione drastica quella dell’Esecutivo di Hollande che colpisce nuovamente le piante e non i prodotti, sulla cui sicurezza tutto il mondo scientifico si è già espresso visto che il batterio da quarantena della Xylella fastidiosa non attacca minimamente i frutti ma solamente gli alberi. Eppure, come al solito, qualcuno della maggioranza PD continua a dare dimostrazione di non capire di che parliamo Si tratta dell’ennesimo duro colpo ai vivaisti – continua L’Abbate (M5S) – mentre gli agricoltori pugliesi, dopo il drammatico calo della produzione a causa della mosca dell’olivo e delco.di.ro stimato attorno al 65% e dopo l’ennesima scellerata ed incostituzionale tassa posta dal Governo Renzi con l’IMU agricola, ad oggi sono costretti a sobbarcarsi tutti i costi per contrastare il batterio e ridare vita all’olivicoltura salentina. A cui si aggiunge lo scotto che potrebbero pagare per una ingiustificata sindrome da ‘timore dei prodotti pugliesi’ generata da cattiva informazione in terra transalpina. Il contagio da affrontare non è l’euroegoismo di cui parla il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna ma proprio la politica ed i suoi politicanti, inermi durante le legislature ma ancor più dannosi in campagna elettorale”.

Sotto accusa per il deputato 5 Stelle finiscono sia il Governo centrale sia quello pugliese per il mancato operato dalla comparsa del disseccamento rapido dell’olivo, datato oltre un anno e mezzo fa. “Dopo 18 mesi il ministro Martina è giunto finalmente in Salento – prosegue L’Abbate (M5S) – Poteva farlo quando il problema era localizzato nel territorio di Gallipoli e, invece, ha atteso che si giungesse sino ad Oria, nel brindisino. Come al solito, in Italia si deve attendere oltre la ‘zona Cesarini’ per iniziare a darsi una mossa. Abbiamo presentato i primi atti di indirizzo al Governo nell’ottobre 2013, approvati solamente un anno dopo, e Martina comunque non ha fatto alcun passo se non quello di metterci una vita per nominare un commissario. Solamente una nomina, nessun atto concreto e di sostanza. Vendola, al contempo, chiede aiuto a tutti i pugliesi e afferma che ‘non c’è più tempo’. Cosa abbia fatto sinora il Governo regionale della Puglia targato SEL e PD, però, non è dato ancora sapere. Mentre la sua punta di diamante, l’assessore all’agricoltura Nardoni non ha fatto altro che gongolare per il suo commissariamento, ennesima bocciatura del suo (mancato) operato su tutti i fronti. A pagare le conseguenze di questa classe politicante che fa dell’emergenza il suo habitat naturale – conclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – saranno purtroppo vivaisti ed agricoltori pugliesi, sul cui sostegno al reddito continua a latitare l’azione del Governo Renzi che, piuttosto, preferisce utilizzare il primo settore come bancomat per le sue regalie da campagna elettorale come i famosi ed inutili 80 euro”.

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