Vigilanza ambientale

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STEA: “DAMASCELLI NON SI E’ ACCORTO CHE LA SEZIONE E’ ATTIVA DA OLTRE UN ANNO. POCO RISPETTOSO DEL LAVORO DELLE GUARDIE AMBIENTALI”

“Il fatto che il consigliere Damascelli non si sia accorto che la sezione di vigilanza ambientale sia  in piena attività da più di un anno, non vuol dire che non esiste, ma solo che è molto distratto: a tal punto da dire che la Regione Puglia non ha redatto il regolamento che definisce compiti, funzioni e dotazioni della sezione.  Invece il regolamento è stato emanato il 19 febbraio del 2018 e disciplina tutte le attività del nucleo, checché ne dica Damascelli ”.

Così l’assessore alla Qualità dell’Ambiente Gianni Stea a proposito delle dichiarazioni rilasciate dal consigliere di Forza Italia, Domenico Damascelli che in una intervista accusa la Regione Puglia di non aver dato seguito alla legge n. 37 del 2015 che istituiva il nucleo di vigilanza ambientale.

Di fatto sono 83 le unità lavorative passate per effetto delle Legge Delrio dalle Province nei ruoli della Regione Puglia con funzioni di polizia amministrativa, ambientale, mineraria e di vigilanza ittico-venatoria. Di queste 10, grazie alla sottoscrizione di un protocollo di intesa, svolgono attività di supporto alle Procure nell’ambito delle indagini in corso su illeciti in materia ambientale.

“Otto sequestri relativi ad attività di cave abusive ed edilizia abusiva nei parchi, 86 sanzioni amministrative per irregolarità nelle cave, nella gestione dei rifiuti all’interno delle discariche e negli impianti di depurazione. A quest’attività – continua Stea – si aggiungono le oltre 100 segnalazioni che la polizia ambientale ha fatto ai Comuni competenti tutte le volte che, durante i controlli rurali, ha rilevato rifiuti abbandonati ai bordi delle strade. Dire, come fa Damascelli – conclude Stea – che la sezione non esiste nonostante le attività che ho appena elencato, significa anche sminuire ed essere poco rispettosi del lavoro di tante persone che ogni giorno girano in lungo e in largo la Puglia per prevenire danni ambientali, per sanzionarli e reprimerli”.

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