UNIVERSITA’ DEL SALENTO

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BACINO DI ACQUATINA, PROTOCOLLO D’INTESA ENTRO NOVEMBRE. IL RETTORE VINCENZO ZARA: «TEMPI CERTI E AZIONI CONCRETE PER LA TUTELA E IL RILANCIO ‘SOSTENIBILE’ DELL’AREA»

Si è svolta questa, nella sede del Rettorato dell’Università del Salento, una “conferenza di servizi” sul bacino di Acquatina (Frigole, Comune di Lecce), alla quale hanno preso parte alcuni rappresentanti di Uffici competenti del Comune di Lecce (il geometra Giancarlo Pantaleo del Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio – Ufficio Demanio Marittimo) e della Regione Puglia (Gregorio Salvatore De Razza del Servizio Agricoltura – Aree Politiche per lo Sviluppo Rurale). L’obiettivo dell’incontro è stato quello di analizzare, da un lato, lo stato dell’arte in merito alle competenze di gestione dell’area e dei terreni circostanti e, dall’altro, quello di formulare un’ipotesi di sviluppo basata su una progettualità adeguata e sostenibile.

Alla riunione hanno preso parte anche l’assessora regionale allo Sviluppo economico e all’Industria turistica e culturale Loredana Capone, l’ingegner Andrea Retucci in rappresentanza della sezione di Frigole della Lega Navale (delegato regionale), e alcuni rappresentanti della comunità di Frigole, questi ultimi su espresso invito del Rettore Vincenzo Zara (il parroco don Raffaele Bruno e i signori Prospero D’Errico, Giuseppe Rizzo e Alessio Poso).

Si è parlato del delicato aspetto delle competenze in capo alle varie Istituzioni coinvolte, la cui definizione è propedeutica a qualunque attività progettuale connessa al rilancio dell’area. Al termine di una lunga discussione, alla quale sono intervenuti tutti i partecipanti all’incontro, si è convenuto di stilare un protocollo d’intesa tra i principali soggetti coinvolti a titolo istituzionale (Università del Salento, Regione Puglia, Comune di Lecce) con l’obiettivo di convergere su una linea politico-strategica condivisa che comporti l’assunzione di impegni certi per la valorizzazione dell’area.

«Soltanto con un impegno politico-strategico certo e con un coerente progetto multi-fattoriale (che includa gli aspetti scientifici, di valorizzazione della ricerca, di sviluppo economico sostenibile e di tutela ambientale) è possibile rivalutare adeguatamente l’area», sottolinea il Rettore, «sottraendola allo stato di abbandono in cui versa attualmente. Abbiamo convenuto sulla necessità che il protocollo d’intesa venga approvato entro la fine di novembre. Ho ribadito più volte che occorre compiere passi in avanti, non soffermarsi sul passato né limitarsi ad addossare colpe alle varie Istituzioni coinvolte. Si tratta ora di stabilire impegni certi, a cui seguano azioni concrete».

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