U.S. LECCE

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CONCRETEZZA

Poiché nel calcio è dimostrato che ciò che conta è il numero di punti che si acquisiscono in classifica, allora è giocoforza dire che, seppur dopo dieci giorni, la “curaBraglia sembra funzionare: fare sei punti dopo due partite, di cui una esterna, segnare solo due reti ma non subirne alcuna, fare delle giocate che non esaltano il piacere di essere viste ma che sono di una concretezza assoluta, significa che qualcosa è veramente cambiato.

Il merito principale è da attribuire al tecnico che, lungi da me a volerne fare un’icona, ma sicuramente è saputo entrare nella testa della sua truppa con metodi che si dimostrano convincenti. Del resto si tratta di un tecnico molto esperto, che conosce tutto della Lega Pro e sa come lavorare con i suoi uomini per ottenerne i migliori risultati; il suo lavoro non è per niente facile, ma sembra che stia lentamente portando il Lecce a quella dimensione mancata sempre negli ultimi anni; non dimentichiamoci dei nostri play off regolarmente persi più che per motivi tecnici per sbagliati atteggiamenti mentali.

E’ ovvio che in questa categoria bisogna almeno costruire una base mentale per poter affrontare eventuali play off, se poi dovesse arrivare una promozione diretta, è chiaro che sarebbe graditissima. Più volte ho sostenuto di come non ci si debba attaccare agli alibi delle assenze determinanti perché ritengo che questo possa demotivare i sostituti. L’esempio ci viene da Melfi dove, durante il riscaldamento, il Lecce ha dovuto fare a meno di un titolare sostituito con Vecsei, risultato essere poi come uno dei più produttivi in campo. Del resto la bravura di un tecnico la si valuta da come impiega la truppa a sua disposizione senza rincorrere alchimie tattiche particolari ma giocando con un modulo essenziale, ma  produttivo che poi è quello che serve alla categoria.

Guardando la classifica, si nota come il Lecce sia al centro ma come basti poco per salire in alto o per scendere giù. Credo che la maggior parte dei tifosi concordi sul fatto che non saranno Messina, Cosenza, Akragas, Andria, Paganese ed Ischia a dettare la linea del campionato ma ci si dovrà rifare ai soliti Benevento, Casertana, Foggia, Lecce e forse Catania, se non pagherà lo scotto della rimonta. In testa alla classifica, dopo otto giornate, vi è il Messina con 16 punti, ovvero con media di 2 punti a partita; ma ricordate i precedenti campionati, quando con la media di 2 punti a partita, forse non si accedeva ai play off?  Nessuna squadra è salita in serie superiore facendo solo 68 punti: vedere Carpi, Trapani, Perugia, Frosinone, Salernitana per citare solo quelli del nostro girone.

Come si può notare, il campionato è molto livellato, certamente verso il basso, ma questo significa anche che tutte le squadre, dico tutte, sono temibili perché potenziali mine sul cammino delle accreditate grandi. Allora è necessaria tanta concretezza ed essenzialità; la squadra deve essere sempre concentrata ed attenta, non ci debbono essere imperdonabili svarioni, in parole povere la squadra deve essere tosta ed adeguata alla categoria; non ci deve essere nessuno del tipo “lei non sa chi sono io”, ma tutti debbono remare per raggiungere nel miglior modo possibile la riva. Ci si ricordi che il cammino sarà pieno di insidie ma vuoi vedere che alla fine il Lecce potrebbe anche farcela?

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