Tesoro Campo erboso stadio

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Il dibattito pubblico con i Tesoro facciamolo sui risultati della squadra negli ultimi due anni più che sul manto erboso

E adesso che nessuno venga a riproporci la solita solfa del «O ti mangi la minestra o ti butti dalla finestra» che, calcisticamente parlando, a Lecce si trasforma in «O ti accontenti dei Tesoro o rischi di finire in Promozione».

Adesso basta. Non c’è bon-ton che tenga nei confronti di chi, come Savino Tesoro, deve ringraziare Lecce e i leccesi per il trattamento ricevuto e non pretendere di essere osannato come il salvatore della patria.

«O in A, o in B, o in C noi siamo sempre lì» questo è il coro che accompagna chi per davvero vive il tifo per i colori giallorossi salentini come una passione che non si può sopire.

Abbiamo dedicato quel coro a chi nel passato pensava di tenere sotto il giogo del ricatto dell’unicità gestionale la tifoseria, figuriamoci se non lo dedicheremmo anche ad una società barese che, a buon mercato, ha acquistato un club di grande tradizione come il Lecce.

Mi ero in imposto negli ultimi anni di osservare in silenzio quello che accadeva al Lecce in ambito calcistico, io che in qualità di leccese, di tifoso e di assessore allo sport proprio con la Famiglia Semeraro, come la città ricorderà, non avevo avuto certo un buon rapporto; chi dimentica i dissidi per come andò, anzi non andò il festeggiamento del centenario del Lecce?

Non posso essere certo tacciato di avere nostalgie per il passato, io! Ma ciò non toglie di quanto sia, invece, profondamente preoccupato per il futuro del Lecce, per il futuro sportivo della nostra squadra, visti i ripetuti errori fatti in campagna acquisti che si ripetono ormai con ciclicità annuale.

È su quelle campagna acquisti fallimentari e sui risultati scarsi che ne discendono sul campo che i Tesoro dovrebbero accettare in pubblico un confronto libero, non sullo stato di rizzollamento del manto erboso del Via Del Mare.

Trovo assurdo che una parte di tifosi, che si sentono amici della Famiglia Tesoro, difendano a spada tratta una società barese che al momento non ha aggiunto una virgola di positività ai colori giallorossi e che in due anni di gestione ci ha regalato due umilianti eliminazioni dai play off della Lega Pro.

Siamo al paradosso, non entro nel merito della querelle con il sindaco Paolo Perrone, anche se per conoscere bene i Tesoro bisognerebbe rivolgersi ad Ernesto Javier ChevantonMi limito solo a dire che noi leccesi siamo fatti così: riusciamo a contestare persone che, con tutti i loro limiti ed i loro difetti, da un punto di vista sportivo hanno dato lustro a questa città, e viceversa siamo capaci di esaltare gente che calcisticamente parlando sta deludendo Lecce e i leccesi.
 
Massimo Alfarano

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