STURDA’

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“FIASCO PRIMARIE. FORZA ITALIA HA SBAGLIATO TUTTO”

L’esito delle primarie non poteva essere peggiore per il centrodestra. Il dato dell’affluenza fa comprendere come le consultazioni interne siano state viste dalla cittadinanza con diffidenza. Un abisso separa il dato fatto registrare ieri (6.615) con quello della prima edizione delle primarie (oltre 17mila) e questo perché i cittadini chiedevano un nome condiviso da tutto lo schieramento e rinnovamento della classe dirigente e non delle primarie (forzate) con i soliti noti.
Sarebbe stato meglio dare in beneficenza le migliaia di euro buttate per questa poco utile manifestazione, in un momento storico in cui la cittadinanza soffre restrizioni economiche vere, bisognerebbe fare maggior attenzione a come si utilizzano i denari, e non ha importanza se gli stessi siano privati anziché pubblici, perché in politica bisogna sempre dare l’esempio.
Ma quel che è ancora più sconcertante è stato l’atteggiamento remissivo di Forza Italia: aveva in casa il miglior candidato possibile, un vero cavallo di razza, che avrebbe potuto regalare al partito, ed a tutta la coalizione, un risultato diverso. Invece è stato deciso – da pochi – che FI doveva imbarcarsi in un’avventura perdente in partenza. Senza un nome proprio e senza spirito battagliero, il partito ha deciso di intraprendere la strada dell’anonimato.
Si è passati dalla possibilità di essere protagonisti della rinascita di un nuovo modello di centrodestra, ad inseguire un percorso tracciato da altri che testardamente hanno voluto imporre delle primarie con un vincitore già individuabile.
FI ha abbandonato il suo candidato più rappresentativo, che i sondaggi davano come l’unico vincente nei confronti di Salvemini, per andare a sostegno di un candidato civico perdente già alle primarie. Se questo non è un suicidio politico cos’è? Un dirigente di partito responsabile dovrebbe trarne le giuste conclusioni.
Il nome che può unificare tutti e che può battere la sinistra c’è, è già in campo ed è uno solo: Adriana Poli Bortone. Un nome che il partito aveva già scelto, sostenuto e incredibilmente rinnegato. Rinnegato da pochi e comunque mai dal già Coordinamento Cittadino, che ha sempre difeso la scelta del Direttivo Provinciale (9 componenti si sono dimessi per questo) e la figura autorevole della Senatrice.
CRISTIAN STURDA’
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