Sportello Antiracket: condannati Gualtieri, Naccarelli e Gorgoni. Assolto Monosi

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Finanziamenti illegittimi, false attestazioni per prestazioni professionali e un giro di denaro pubblico che doveva servire al funzionamento dello sportello di sostegno alle vittime del racket nel Salento ma veniva distratto per altri scopi: la Corte dei Conti di Puglia ha condannato a rimborsare lo Stato per quasi un milione di euro la presidente dello Sportello Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri, l’ex dirigente del Comune di Lecce Giuseppe Naccarelli (entrambi condannati in contumacia) e poi anche il funzionario Pasquale Gorgoni.

Assolti, invece, l’ex assessore di Lecce Attilio Monosi, i dirigenti Paolo Rollo e Salvatore Laudisa (quest’ultimo anche in sede penale con formula piena), l’ex segretario comunale Vincenzo Specchia e l’impiegato Maurizio Vetere, i funzionari del Comune di Brindisi, Marco Locorotondo e Paolo Damiano Sellani.

Nella vicenda, che ha avuto origine nel 2018, la Procura aveva disposto il sequestro sui beni e rapporti di conto corrente degli intimati sul presupposto che il comportamento dei funzionari e degli amministratori avrebbe determinato un maggior esborso economico per il Comune di Lecce di € 160.000 nella realizzazione degli interventi sull’immobile che ospita lo sportello antiracket a Lecce.

Già in sede cautelare la richiesta della procura era stata ridimensionata ed ora, con la sentenza depositata nella giornata di ieri, ritenuta infondata.

La Sezione Giurisdizionale regionale della Corte dei Conti (Pres. Francesco Paolo Romanelli, est. Rossana De Corato), accogliendo le tesi difensive degli avvocati Pietro Quinto e Luigi Quinto nell’interesse di Monosi, Rollo e Vetere, degli avvocati Troso e Vantaggiato per Laudisa e dell’avvocato Giovanni Pellegrino per Specchia ha riconosciuto l’insussistenza del danno in contestazione riferito alla indebita duplicazione di pagamenti effettuati in favore dell’impresa Saracino per i lavori effettuati per la realizzazione degli sportelli, atteso che l’importo contestato era stato restituito dalla suddetta impresa in data 20 luglio 2016.

Assolto anche l’Ingegnere Paolo Damiano Sellani, direttore dei lavori dello sportello antiracket di Brindisi, difeso sempre dagli avvocati Pietro e Antonio Quinto.

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