SOUNDWALL, A CORIGLIANO D’OTRANTO IL WORKSHOP DEL SUONO A CURA DI FRANCESCO GIANNICO

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SOUNDWALL, A CORIGLIANO D’OTRANTO IL WORKSHOP DEL SUONO A CURA DI FRANCESCO GIANNICO

C’è tempo sino a martedì 26 settembre per partecipare a Soundwall, workshop in ecologia del suono a cura di Francesco Giannico, che si terrà sabato 30 nel Castello di Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce. Il workshop è organizzato dall’associazione Prendi Posizione nell’ambito della seconda edizione del CTONFest – Festival del paesaggio che si svolgerà sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre con un ricco programma di dibattiti, incontri, mostre, proiezioni e concerti con oltre 50 ospiti coinvolti e percorsi enogastronomici in collaborazione con La Terra Nutre. Soundwall – che prenderà il via alle 9.30, proseguirà per tutta la giornata e si concluderà con una performance finale – non è solo un workshop in ecologia del suono ma un processo creativo composito che mira a far conoscere il paesaggio sonoro all’interno delle mura del Castello e del perimetro esterno mediante la realizzazione di un’installazione e di una performance elettroacustica. Francesco Giannico è un musicista elettroacustico, co-fondatore dell’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori e dell’etichetta ambient Oak Editions. Laureato in musicologia e specializzatosi in design e new media, si occupa da anni di ricerca sul suono e le relazioni umane. L’iscrizione è gratuita ma riservata a un numero massimo di 15 partecipanti. È possibile iscriversi entro il 26 settembre compilando il form sul sito www.francescogiannico.com/soundwall.

Durante il workshop i partecipanti saranno guidati da Giannico, muniti di registratore digitale, in un tour attraverso le sale del castello e nelle aree circostanti registrando campioni audio al fine di produrre un piccolo archivio sonoro. Il materiale raccolto verrà editato per essere poi riutilizzato per creare una performance elettroacustica ed una installazione sonora. In un sistema quadrifonico all’interno delle sale, verrà riprodotta una sintesi sonora del paesaggio documentato cercando di amplificare al massimo l’effetto di spazializzazione del suono. La performance elettroacustica collettiva rappresenta un momento quasi magico, una sorta di catarsi per i partecipanti che vedono finalmente compiersi la parabola vitale dell’oggetto “suono” che non finisce per essere solo misero frammento digitale destinato all’archiviazione ma vero nucleo creativo di propulsione da cui diramare infiniti progetti paralleli.

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