Siracusa, La start up siciliana snobbata da Invitalia che ottiene due milioni di euro dagli Usa

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E’ quanto accaduto dai responsabili di Invitalia che avevano il compito di valutare questo progetto.

Peccato solo però che il medesimo progetto, abbia convinto l’americano di origine indiana Kumar Malavalli, cofondatore di Brocade Communication, un colosso ITC statunitense da 2,3 miliardi di dollari di ricavi annui e 4mila dipendenti, il quale ha immediatamente deciso di investire sulla start up ben due milioni di dollari.

C3DNA è nata dall’intuizione di due ingegneri informatici siciliani, Giovanni Morana, 37 anni di Pozzallo, e Daniele Zito, 34, di Siracusa. I due, insieme a Rao Mikkilineni hanno inventato un sistema innovativo di cloud computing, un insieme di tecnologie che permettono, sotto forma di un servizio offerto da un provider al cliente, di memorizzare, iviare ed elaborare dati con l’utilizzo di risorse hardware e software distribuite e virtualizzate in rete, ottimizzando anche i costi per chi gestisce le informazioni.

Quando l’anno scorso hanno chiesto a Invitalia di essere finanziati con il bando Smart&Start hanno ricevuto un secco “no”, ritenendolo troppo complesso e rischioso. Poi è arrivato un finanziamento americano da due milioni di dollari, con sede legale a Santa Clara, California e operativa a Catania. Una soluzione arrivata da 4 anni di ricerche universitarie che ha convinto l’investitore statunitense dando alla startup siciliana una sede definitiva. Negli Usa.

L’idea alla base di C3Dna è quella di creare una soluzione più efficiente per la gestione di dati e servizi nel cloud computing: è stato elaborato un sistema per fare comunicare tra loro applicazioni tra le più diffuse per racchiudere informazioni, dati e gestire macchine virtuali che permettono di racchiundere siti e app in “container”. Questa startup renderebbe più facile gestire siti, app, linguaggi di programmazione, ma finora i singoli container hanno rappresentato applicazioni che non scambiano informazioni di stato tra di loro.

In queste condizioni, se si vuole fare una operazione su un pacchetto di 100 container, l’operazione va fatta 100 volte mentre con questo nuovo “linguaggio” si è in grado di dare una conoscenza distribuita a tutti i container. Questo meccanismo funziona, l’investimento consiste nel farlo crescere. Ed espandere. Non solo negli Usa. Una storia di ordinaria “follia” italiana che i due ingegneri siciliani hanno recentemente raccontato all’Impact Hub di via Mirabella.

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