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Sen. Vincenzo BARBA

‘Per 20 anni siamo stati i primi della classe insieme a Fitto;adesso pensiamo, meditiamo ed agiamo per evitare ulteriori danni’

Chi come noi appartiene a una classe politica e dirigente che per vent’anni ha occupato ruoli di primo piano, sia al governo del Paese che nelle sue amministrazioni periferiche, contribuendo allo sviluppo dei territori, non può dimenticare che tutto ciò è avvenuto grazie all’impegno e all’abnegazione di Raffaele Fitto. Dimenticarsene o far finta volutamente di non aver visto,  significa non solo non avere riconoscenza, ma neppure memoria.

Credo di avere i titoli per non passare come un ‘servo sciocco’, visto che con Raffaele, come è notorio, in tante circostanze, soprattutto negli ultimi anni, ho avuto modo di dissentire. Ma quando leggo certi commenti univocamente antifittiani che provengono, invece, dai miracolati del ‘fittianesimo’, mi si ritorce lo stomaco e mi nasce la voglia di fare la giusta chiarezza.

L’impressione che si ha è quella che in tanti nel centrodestra, ormai, siano afflitti dalla sindrome del marito che, per fare dispetto alla moglie, si evira.

I risultati dell’ultima tornata parlano chiaro: sicuramente sarà mancato l’impegno e l’entusiasmo, volutamente da parte di alcuni. Ma perché dare la colpa agli altri senza giudicare le proprie performance?

Credo che se ciascuno guardasse bene alle questioni di casa propria  – e giudicasse con molta onestà comportamentale il suo agire – avrebbe ben poco da rinfacciare agli altri. Tutti, nessuno escluso!!!

Non è giusto pretendere che quando è il nostro turno tutti siano schierati a testuggine in nostro favore, mentre, quando tocca agli altri, prevalgano il disimpegno e il disinteresse. Tanto ci pensano gli altri, tanto i voti li portano i soliti, noi possiamo andare in vacanza, stando fermi a guardare come se ci fosse chi dall’alto ci fa pervenire quanto dovesse necessitare.

Se non si pone immediatamente fine a questo comportamento, in cui tutti sanno solo rinfacciare agli altri – tentando di farsi spazio a gomitate -, il rischio è di passare di sconfitta in sconfitta.

Sarebbe, pertanto, necessario – se dovessimo volerlo – ripartire con la dovuta chiarezza: se si fa parte di una stessa coalizione bisogna essere leali e sinceri  l’uno verso l’altro e certamente  l’altro verso l’uno, altrimenti bene si farebbe a traslocare in altra casa, a cambiare casacca, a cambiare schieramento.

Ognuno deve avere la capacità mentale e l’orgoglio – volendo e potendo –  di determinarsi eventualmente locations altrove. Altro che ‘Fitto e Fitto!’.

Non farebbe male una sana confessione al proprio parroco, una sincera remissione dei peccati, provando in tutti i modi a dire, almeno lì, la verità. Le bugie hanno le gambe corte e il sentenziare menzogne è qualcosa in più di un banale peccato veniale. E tutti devono essere convinti che non c’è cosa peggiore del cosiddetto ‘Armiamoci e partite’.

Sen. Vincenzo BARBA

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