Salme in attesa di sepoltura, l’assessore Miglietta: “Attendiamo le ambasciate”

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Mancano i documenti e il Comune per ora non può farsi carico della sepoltura delle tre salme che attendono da quasi un anno nelle celle frigorifere del Vito Fazzi. La triste vicenda è stata portata alla luce dal cappellano dell’ospedale don Gianni Mattia che ha chiesto di sbloccare l’iter burocratico e consentire, finalmente, il funerale e il seppellimento dei cadaveri di tre giovani stranieri morti a Lecce.

“Se non arrivano le documentazioni necessarie dalle ambasciate dei paesi di origine – la Nigeria e la Romania – Il Comune non può procedere” – chiarisce l’assessore ai Servizi Sociali di Palazzo Carafa Silvia Miglietta – l’assistente sociale dell’ospedale ha fatto richiesta agli uffici e, solo quando, presenterà richiesta formale, potremo avviare la procedura per pagare i costi della sepoltura”.

Le tre persone sono, infatti, decedute nel territorio del Comune di Lecce che è l’ente preposto a farsi carico delle sepolture in particolari casi di disagio economico e sociale come questi. Finora nessuno dei parenti si è fatto avanti per reclamare le salme.

Proprio in queste ore arriva la precisazione della direzione medica dell’ospedale “Vito Fazzi” sulla vicenda: “È più corretto parlare di soggetti deceduti in circostanze diverse e custoditi presso l’obitorio del Presidio Ospedaliero. Si tratta, infatti, per la gran parte, di salme pervenute alla camera mortuaria in quanto oggetto di indagini dell’Autorità Giudiziaria ed il cui seppellimento è subordinato, anzitutto, al nulla osta della medesima autorità inquirente”.

Si precisa, inoltre, che “per tutte le salme già identificate la Direzione Medica ha provveduto da tempo alla denuncia di morte agli Uffici dell’Anagrafe del Comune di Lecce. Per la successiva fase del seppellimento, tuttavia, è indispensabile cercare, dapprima, un contatto con i prossimi congiunti del defunto, anche attraverso le Ambasciate delle Nazioni di provenienza: ricerca non agevole, come si può intuire facilmente, poiché spesso si tratta di soggetti privi di riferimenti familiari nel nostro Paese”.

“Del resto – aggiungono sempre dal presidio ospedaliero -, proprio nel rispetto del defunto, sovente si è costretti ad attendere, nel tentativo di restituire la salma ai familiari, invece di procedere asetticamente alla sepoltura avvalendosi dei servizi comunali”.

Infine la direzione medica ringrazia l’arcivescovo monsignor Michele Seccia, che in queste ore ha reso nota la disponibilità al seppellimento nella cappella cimiteriale della confraternita “Santissimo Sacramento” del Cimitero di Lecce e a farsi carico delle spese necessarie: “Anche di questa circostanza – concludono – sarà tempestivamente data comunicazione agli Uffici comunali”.

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