Roberto Vecchioni presenterà a Cavallino “Il mercante di luce”.

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Le virtù di un uomo raccontate attraverso con le liriche dei greci e le parole di uno dei cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei. Roberto Vecchioni  sarà a Cavallino venerdì 17 aprile alle ore 19, nella Galleria del Palazzo Ducale dei Castromediano, per presentare il suo romanzo “Il mercante di luce”

5753583Le parole febbrili che un padre rivolge al figlio, per dirgli – prima che sia troppo tardi – quello che passa e quello che resta di un uomo. E per dirglielo nel modo che sente più suo: viaggiando con lui tra i versi dei lirici e tragici greci, che da sempre illuminano ogni cosa. Perché è lì, in Grecia, che tutto ha avuto inizio. È Il mercante di luce, il nuovo libro di Roberto Vecchioni edito da Einaudi che il noto cantautore, paroliere, scrittore, poeta e professore milanese presenterà venerdì 17 aprile alle ore 19 alla Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino, nel corso di un incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione di Giuseppe Semeraro.

Ad aprire la serata saranno i saluti del Sindaco della Città di Cavallino Avv. Michele Lombardi e dell’Assessore alla Cultura On. Avv. Gaetano Gorgoni. Dialogherà con l’autore il professor Antonio Errico, giornalista e scrittore. Modererà la giornalista Nicla Pastore.

Considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei nell’opera di Vecchioni ricorre l’intrecciarsi del proprio essere con i più svariati miti della storia, della letteratura o dell’arte, questi ultimi presi in prestito non tanto per descriverne le gesta ma piuttosto come espediente per rappresentare una parte di sé.

Il mercante di luce è un romanzo impetuoso e poetico sull’amore per i libri e per la vita. Marco è ormai prossimo alla fine. Ha diciassette anni e soffre di progeria, una malattia che accelera vertiginosamente lo scorrere del tempo e condanna a una vecchiaia precoce. Suo padre, Stefano Quondam, fuori dal tempo e dal mondo ci si è sempre trovato, anche se in maniera diversa. È un professore di letteratura greca, grandissimo e misconosciuto, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di combattere una testarda battaglia contro la stupidità e l’omologazione.

Certo, è al tempo stesso un uomo imperfetto, pieno di difetti, ma vuole trasmettere al figlio quanto ha di più suo. E vuole credere con tutto se stesso che la bellezza che gli tempesta la memoria sia una luce cosí potente da svergognare il buio. Ma tra i due, chi è veramente il mercante di luce? Chi salva l’altro? Questa è la cronaca dei giorni di un ragazzo colto e curioso, emozionato di fronte a quello che sa della vita e a un padre che gliene spiega il senso, l’unico che conosce. Il filo che li unisce, che trasforma il pensiero in un racconto che non potrà essere dimenticato, è la poesia greca: un excursus appassionato, un viaggio in cui si rincorrono i grandi gesti e le tenere paure di poeti e poetesse dell’unico tempo possibile, quello tra il mito e l’invenzione. E sarà proprio qui, tra Omero, Saffo, Anacreonte, Sofocle, Euripide, in un punto sospeso tra pagine da sfogliare, passioni e vita vissuta, che troveranno il varco per salvarsi entrambi, perché non è possibile che «gli uccelli cantino quando passa la tempesta, e gli uomini non sappiano nemmeno esser felici del sole che gli resta». E potranno dire – forse – di non avere più paura, di morire e di vivere.

 

 

 

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