Rimostranze Serravezza Lilt

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Le informazioni diffuse nei giorni scorsi da Salute Salento sulle “prestazioni aggiuntive” pomeridiane assegnate al Polo oncologico del “Vito Fazzi”, per smaltire l’accumulo di prenotazioni Tac ai malati oncologici, non hanno trovato d’accordo il presidente della Lilt e direttore del Polo oncologico Casarano-Gallipoli, dottore Giuseppe Serravezza.

Per il presidente della Lilt l’informazione, così come è stata data, è risultata menzognera, scorretta, distorta e fuorviante.

L’oncologo salentino, promotore di molte battaglie a difesa dell’ambiente e della salute, non ha gradito che si parlasse del Polo oncologico leccese, come di una struttura sulla quale grava una «pressione notevole di malati oncologici». E, soprattutto, ha voluto ricordare alla direzione della Asl, che nel Polo oncologico da lui diretto non c’è stato bisogno di ricorrere ai turni pomeridiani per la Tac, dal momento che il servizio è attivo 12 ore al giorno. E, per dirla tutta, Serravezza ha precisato, dati alla mano, che il numero di pazienti oncologici nell’area sud è il doppio di quello del “Vito Fazzi”.

Salute Salento, che ha fatto l’intervista al direttore sanitario della Asl Ottavio Narracci e che ha diffuso le informazioni, sicuramente «sgradite», ma non certo scorrette o menzognere, ha intrerpretato le dichiarazioni rilasciate dal direttore Narracci (e riportate fedelmente) in maniera diversa.

Il direttore sanitario ha insistito nel sottolineare che «la capacità di risposta alle richieste ha un limite» e quindi la Asl ha dovuto integrare con risorse aggiuntive la filiera diagnostica che in quel momento ha fatto registrare maggiori difficoltà.

Un provvedimento che non è stato adottato nel Polo oncologico dell’area sud probabilmente perché il personale (radiologi, tecnici e infermieri) riesce a far fronte alle richieste, potendo garantire il servizio per 12 ore (anche con sacrificio).

Si fa fatica però a pensare che il Polo oncologico diretto dal dottore Serravezza, se avesse avuto la stessa carenza di personale e le stesse difficoltà del “Vito Fazzi”, sarebbe riuscito a lavorare 12 ore alla Tac. Si sarebbero mobilitati i sindacati che avrebbero preteso il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il direttore sanitario quindi non ha voluto sminuire l’attività e lo spirito di sacrificio dell’area oncologica sud. Ha semplicemente risposto alla «provocazione» del giornalista che ha messo a confronto i due Poli oncologici.

Quanto poi ai dati Asl che dimostrerebbero la maggiore complessità dei casi trattati nel Polo oncologico Casarano-Gallipoli, rispetto al “Fazzi”, saremo ben lieti di pubblicarli, se il dottore Serravezza li metterà a disposizione.

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