Riforme, voto finale alla Camera.

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Clima di scontro: FI voterà contro ddl, incognite nel Pd.

La Camera chiude oggi il cerchio della seconda lettura della riforma costituzionale, riproponendo le divisioni che si erano registrate a metà febbraio, quando l’assemblea aveva concluso l’esame e il voto sugli emendamenti con l’abbandono dell’aula da parte dei gruppi di opposizione.

I deputati Cinquestelle hanno annunciato ieri che diserteranno l’emiciclo , Fi ci sarà ma – come detto domenica scorsa da Silvio Berlusconi voterà contro il ddl sul superamento del Bicameralismo paritario e sulle modifiche al Titolo V della Costituzione. Ma il partito è tutt’altro che compatto sulla decisa presa di posizione del presidente di Fi ed è molto probabile che qualche deputato sfugga alla disciplina di gruppo e si esprima a favore del provvedimento, come ha fatto sapere l’ex Dc Gianfranco Rotondi. “Voterò a favore – ha affermato in un’intervista – e non sarò il solo”.

I ‘verdiniani’ invece ci ripensano e voteranno ‘no’ alla Camera, come indicato da Silvio Berlusconi. Daniela Santanchè, una delle esponenti azzurre più tentate dal ‘sì’, spiega all’Adnkronos le ragioni del passo indietro: ”Il presidente Berlusconi ci ha chiesto un atto di fiducia e noi siamo leali. Credo che tutto il gruppo di Fi alla Camera oggi voterà compatto per il no, grazie soprattutto alla nostra buona volontà, perché noi siamo persone leali, ma faremo un atto pubblico per manifestare tutte le nostre critiche e perplessità a questa riforma”. A quanto si apprende da fonti azzurre, i filonazareno dovrebbero presentare un documento molto critico nei confronti della riforma renziana e della linea del partito spesso ”troppo oscillante”.

Incognite anche nel Pd, dove l’area bersaniana dovrebbe esprimersi a favore ma con il dissenso di 5 o 6 deputati (come ha anticipato ieri Davide Zoggia) che manterranno ferma l’opposizione al ddl. “Io voterò contro”, ha invece confermato pochi minuti fa Stefano Fassina. “So che ci sarà un documento di una parte dei deputati Pd della commissione Affari costituzionali”, ha aggiunto, precisando infine che i “voti in dissenso dal gruppo saranno meno dei 5-6 di cui si era parlato ieri. Io comune – ha concluso – dirò no”.

“Area Riformista, la corrente di Bersani, ha sempre sostenuto la riforma costituzionale, prima al Senato e poi alla Camera. Nessun emendamento votato, quelli presentati puntualmente ritirati. Qualche piccolo aggiustamento, ma nessun problema sul complesso della riforma”. Lo sottolinea in un intervento sulla sua pagina Facebook, il deputato Pd Pippo Civati che aggiunge: “La cosiddetta minoranza non fa altro che alzare palloni alla maggioranza e al premier che li schiaccia (i palloni e non solo). La battaglia da affrontare è sempre la ‘prossima’: così è stato sul Jobs Act, così nei vari passaggi delle riforme. Così sarà sull’Italicum, ma poi magari si vota a favore anche su quello”. “Se davvero le riforme non le andassero bene come dice, quella ‘minoranza’ ha i numeri (che personalmente non ho, avendo fatto le primarie dopo le elezioni) per cambiarle, fermarle, precisarle, correggerle. E invece alla fine va tutto bene così. Anything goes, diceva un filosofo. Che però – conclude Civati – era anarchico. In questo caso, invece, il capo non si discute davvero mai”.

Anche Lega Nord e Sel saranno presenti ma bocceranno il provvedimento, votando no. Al momento sono stati presentati 68 ordini del giorno che dovranno essere esaminati dall’assemblea a partire dalle ore 10. Una volta ricevuto il via libera della Camera, il ddl tornerà al Senato dove è stato già esaminato in prima lettura. Infine il Senato si riunisce nel pomeriggio a partire dalle ore 16:30 per la ratifica della Convenzione de L’Aja sulla protezione dei minori e per le modifiche alla legge 184 del 1983 sull’adozione dei minori.

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