Ricerche di petrolio in mare, dal ministero via libera all’airgun al largo di Leuca

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Ricerche di petrolio in mare, dal ministero via libera all’airgun al largo di Leuca

Via libera del ministero dell’ambiente per la ricerca di idrocarburi al largo di Santa Maria di Leuca. La richiesta è arrivata dalla società petrolifera americana Global Med LLC con sede in Colorado.  La prima autorizzazione (d89 FR GM) riguarda un tratto di mare “nel Mar Ionio settentrionale di fronte alla punta meridionale della penisola salentina”. In quell’area, a circa 13 miglia nautiche dalla costa, saranno avviate nei prossimi mesi delle “crociere sismiche”: si tratta di una tecnica per scandagliare i fondali marini che utilizza l’ “air gun”: cannoni ad aria compressa che provocano onde sismiche sottomarine che permettono di capire se nel sottosuolo esistono o meno sacche di petrolio.

Altre due concessioni per aree attigue sono in via di approvazione: si tratta di un progetto che interesserà una macroarea marina.

Nel decreto di pronuncia di compatibilità ambientale, il ministero dell’Ambiente dispone delle prescrizioni: un progetto di monitoraggio acustico con un responsabile esperto in cetacei marini. Nell’area interessata esistono, infatti, colonie di mammiferi che potrebbero essere danneggiate dalle onde sismiche causate dall’airgun. Le operazioni di ricerca dovranno, inoltre essere sospese se verranno individuati sui fondali eventuali presenze archeologiche o anomalie sospette.
Intanto la notizia del via libera all’airgun al largo di Leuca mette in allarme gli ambientalisti, contrari alle prospezioni in mare alla ricerca di idrocarburi. Sul tema è 
intervenuto anche il consigliere regionale di Articolo 1 Ernesto Abaterusso: “È vergognoso constatare come, nonostante la voce sollevata in più di una occasione dalle comunità, dagli enti locali e dalle associazioni, il Governo faccia orecchie da mercante e continui ad accogliere richieste di ricerche di petrolio in una zona dal ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, che ha scelto da tempo di fare del mare, della pesca e del turismo un volano di sviluppo per la propria economia. La Regione intervenga presso il Governo e il Ministero per bloccare questo progetto sciagurato e con esso ogni possibile futuro attacco da parte delle ditte petrolifere. Lo ritengo un atto dovuto per un territorio che ha scelto di investire su altro e che da queste prospezioni non ci guadagnerebbe niente, men che meno ci guadagnerebbero i cittadini”.

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