Ricerca di petrolio al largo di Leuca

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Ricerca di petrolio al largo di Leuca

Arriva la seconda autorizzazione per la ricerca di idrocarburi al largo di Santa Maria di Leuca. Il via libera del ministero dell’Ambiente è di ieri. Il permesso riguarda una superficie di 749 kilometri quadrati e il punto più vicino alla costa dista 26 miglia nautiche da Santa Maria di Leuca: si tratta di un altro segmento- contiguo a quello già oggetto di autorizzazione ministeriale a fine agosto- dei sei totali per i quali la società americana Global MED ha presentato istanza di ricerca. Complessivamente le istanze sono divise in due macroaree: una al largo delle coste calabresi e l’altra a sud delle coste salentine: la frammentazione è dovuta al fatto che una legge del 1991 impone che l’area di ricerca non superi i 750 km quadrati totali.

Anche in questo caso la ricerca di petrolio in fondo al mare sarà effettuata attraverso il sistema dell’airgun: piccole onde sismiche sottomarine che consentono di verificare l’esistenza di giacimenti di idrocarburi sotto i fondali marini. Anche in questo caso le prescrizioni del ministero dell’Ambiente riguardano il monitoraggio acustico passivo che potrebbe danneggiare i mammiferi marini che vivono nell’area. Stesse raccomandazioni anche da parte del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo: le attività d’indagine sismica, si legge nel decreto ministeriale, dovranno essere sospese nel caso in cui siano rilevati resti archeologici nei fondali e dovrà esserne data immediata comunicazione alla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia. 

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