Riapertura delle cancellerie dei Tribunali, sindacati contro “pregiudizi” e “toni offensivi”

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 Intendono sgomberare il campo da antichi pregiudizi fiorella Fischetti, Fabio Orsini e Cosimo Rizzo, segretari generali, rispettivamente, di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil- pa all’indomani della riapertura delle cancellerie del Tribunale e del ritorno del lavoro anche in presenza.

Una risposta, la loro, all’avvocato Donato Salinari che si sarebbe lanciato in “uno scriteriato attacco al personale amministrativo del Tribunale, indicato come unico responsabile della paralisi dell’attività giudiziaria degli ultimi mesi”.

Il “vero problema”, a suo avviso, sarebbero le cancellerie, ossia i dipendenti che, a dire dell’avvocato Salinari, “non vogliono tornare a lavorare” e preferiscono lo “smart nulling”. Per questo motivo arriva a proporre la decurtazione degli stipendi e l’eliminazione di buoni pasto e straordinari.

Buoni pasto e stipendi

“Il buono pasto da 7 euro- spiegano i tre rappresentanti sindacali – spetta se si superano le 6 ore di lavoro giornaliere e non è percepito da chi svolge lavoro agile”. Quanto agli straordinari, “il ricorso negli uffici giudiziari è già limitato ed è soprattutto straordinario d’udienza, percepito solitamente dopo circa 2 anni dalla effettuazione: ovviamente anche in questo caso, chi è in smart working non ne ha diritto”, aggiungono. Infine, passando alla decurtazione degli stipendi, “le retribuzioni degli stipendi non subiscono variazioni da decenni, il contratto è scaduto e le riqualificazioni non vengono fatte da oltre 25 anni”, ricordano.

Lavoro agile e accentramento

Il lavoro agile come modalità ordinaria di lavoro, sottolineano ancora Fischetti, Orsini e Rizzo, con un DPCM a firma di un “avvocato” è stato imposto a tutti i dipendenti pubblici con una legge, accettata e condivisa dal Ministro della Giustizia, anch’egli “avvocato”. In realtà da quando è stato attivato il lavoro agile, affermano, il personale amministrativo ha messo in pagamento 1 milione di provvedimenti per il gratuito patrocinio tra il 15 marzo e il 15 giugno (dato fornito da fonti del Ministero della Giustizia). “Pensiamo che l’avvocatura abbia sbagliato bersaglio: il personale giudiziario da anni lavora sotto organico, l’emergenza sanitaria ha solo reso più evidenti tutte le criticità di un sistema obsoleto. La battaglia sull’accentramento degli uffici giudiziari, sostenuta in passato proprio dalla Avvocatura, ha arrecato un serissimo danno sulla funzionalità del sistema giudiziario, così come la mancata piena informatizzazione non permette di lavorare da remoto, non solo a Lecce ma su tutto il territorio nazionale, se non per le notifiche penali e i programmi amministrativi”, rileva o.

In sostanza, sottolineano i tre rappresentanti sindacali, basta atteggiamenti denigratori nei confronti dei dipendenti della Giustizia, “anch’essi coinvolti in un’improvvisa metamorfosi del lavoro a seguito dell’emergenza sanitaria e delle norme emesse a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e fuori. Non hanno diretto potere decisionale, ma devono seguire leggi, protocolli, contratti, direttive, circolari che vengono impartite, a volte persino in contraddizione tra loro”, evidenziano. Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa Uil fanno dunque presente la necessità di “moderare i toni offensivi di certi rappresentanti dell’avvocatura proprio per non alimentare inutili e sterili polemiche che non fanno bene a nessuno. È singolare – concludono – come le norme su lavoro agile, sicurezza, aggiornamento del Documento valutazione rischi debbano valere per i dipendenti (pubblici) dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, ma non per i dipendenti di altri uffici, soprattutto i giudiziari”.

Criticità e numeri

Ecco, nel dettaglio, le criticità evidenziate dalle tre organizzazioni sindacali:

  • al personale è stato imposto di consumare le ferie e i vari permessi;
  • oltre il 25 per cento è assente dall’ufficio perché la legge prevede la tutela delle persone in stato di fragilità e maggiormente a rischio;
  • circa il 50 per cento è composto da personale che non è individuabile nella figura del cancelliere;
  • nel profilo dei Funzionari e dei Cancellieri ci sono le maggiori vacanze di organico a Lecce.

“Non sono state le rivendicazioni sindacali a bloccare gli uffici giudiziari, ma leggi dello Stato che hanno imposto, nelle fase emergenziale, a tutto il pubblico impiego questa organizzazione del lavoro. Siamo stanchi di dover sopportare un generalizzato atteggiamento antisindacale e dichiarazioni mai circostanziate contro i pubblici dipendenti, determinate dall’arroganza di giudicare le attività altrui, senza conoscerle”, concludono.

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