Renzi: “Non restituiamo tutto a tutti”

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Ue: “Ok flessibilità, ma bilanciare impatto pensioni”.

image L’Italia può essere considerata “eleggibile” per la clausola delle riforme richiesta per il 2016 a condizione che “attui adeguatamente le riforme concordate che saranno monitorate” dall’ Ue, e che “prenda le misure necessarie per compensare l’impatto della decisione della Consulta” sulle pensioni. Si legge nella bozza di raccomandazioni Ue di cui l’Ansa ha preso visione.  “Alla luce delle nuove informazioni dopo la sentenza sulle pensioni, un rapporto sul debito (126,3) potrebbe essere più in là considerato necessario. In attesa di questo e di altri chiarimenti le conclusioni di febbraio (che promuovevano l’Italia, ndr) possono essere considerate valide”, continuano le raccomandazioni. “Solo passi limitati sono stati ottenuti verso un miglioramento duraturo dell’efficienza della spesa pubblica, e la spending review non è ancora parte dell’esercizio a lungo termine”, scrive la Ue.

 Anche il premier Renzi,  torna sull’argomento pensioni, dopo che la Consulta ha giudicato incostituzionale la mancata indicizzazione. “La sentenza non dice che bisogna pagare domani tutto e tutti, dice che il Governo se interviene con la mancata indicizzazione è incostituzionale”. “Stiamo studiando le carte nel dettaglio, prendiamoci il tempo necessario. Può darsi che la sentenza offra dei margini“. Ad ogni modo, si tratta di un problema “ampiamente alla portata” del Governo. “Studieremo una soluzione per continuare ad essere credibili a livello europeo: non cambieranno i saldi, in ogni caso manterremo le regole europee”. Piuttosto “Io mi ero preparato un tesoretto per fare delle cose che ora mi devo rimangiare”, ha aggiunto Renzi

 Sulla stessa linea prudenziale anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “Ci prenderemo i giorni indispensabili per prendere una decisione collegiale, di cui abbiamo piena certezza degli effetti e delle ricadute”. “Da un lato dobbiamo ottemperare a quanto ci chiede la Corte, dall’altro dobbiamo trovare una soluzione equa rispetto alle aspettative dei cittadini e sostenibile dal punto di vista dei costi, perché ci sono i vincoli della finanza pubblica e dei nostri rapporti con l’Europa”. Assicura che il governo “farà nei prossimi giorni una valutazione ponderata” e sottolinea che “ci sono tante ipotesi allo studio, tutte probabili”. Per Poletti, infatti, “ognuna ha dei pro e dei contro che vanno valutati con molta cura, perché dobbiamo evitare di prendere una decisione di cui non abbiamo piena certezza degli effetti e delle ricadute”.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha in programma per oggi a Roma incontri “al ministero con i tecnici e poi con il presidente del Consiglio per chiudere questa questione al più presto possibile”: lo ha detto lo stesso Padoan, riferendosi alla decisione del governo per applicare la sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni, prima di lasciare Bruxelles dove ha partecipato alla riunione del Consiglio Ecofin.

Sul tema Matteo Salvini e una delegazione della Lega hanno organizzato una protesta davanti al Mef per chiedere al governo “di restituire il malloppo” delle pensioni. La Consulta ha bocciato il blocco della rivalutazione e ora, attacca Salvini “devono mandare una lettera di scuse ai pensionati e ridare loro tutti i soldi in contanti”. Anche alle pensioni più alte? “Sì, è un diritto che va rispettato, poi da domani possiamo discutere di un contributo proprio per le pensioni più alte”. Ora, spiega Salvini, “entriamo al ministero per un tempo da decidere, anche se non c’è il ministro Padoan cercheremo qualcuno che possa darci delle risposte”. Ci sono “sei milioni di pensionati derubati dalla legge Fornero e a loro devono dare tutti i soldi in contanti.

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