Reddito inclusione

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Primo sì del Consiglio dei ministri

Una misura nazionale di contrasto alla povertà”. Il provvedimento attua la delega approvata a marzo, rendendo operativo il Reddito d’inclusione (Rei). Ora il provvedimento dovrà acquisire i pareri delle commissioni parlamentari competenti.

La misura appena approvata per la lotta alla povertà nella prima fase si rivolgerà “a 660mila famiglie, di cui 560mila con figli minori”, ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del Cdm. La priorità nel riconoscimento del Reddito d’inclusione, spiega, verrà data ai nuclei “con almeno un figlio minorenne o con disabilità anche se maggiorenne, a quelli con una donna in stato di gravidanza o un over50 in disoccupazione”.

“L’occasione è importante per dire che” il decreto sulla povertà “fa parte di una politica generale del governo che cerca di mettere l’accento sull’inclusione sociale – ha detto il premier Paolo Gentiloni, lo abbiamo fatto anche a livello europeo, con una proposta di strumento di reddito di inclusione, lo continueremo a fare: ne ho parlato di recente anche con il presidente Macron perché questo tema deve diventare sempre più centrale per l’Ue”.

Abbiamo preso impegni ad approvare in tempi rapidi il decreto legislativo sulla povertà – ha detto ancora il premier. Siamo consapevoli che è un primo passo, la risposta a un’esigenza molto rilevante e che gli anni della crisi hanno reso ancora più stringente”. “Siamo soddisfatti di aver mantenuto un impegno e varato per la prima volta uno strumento universale contro la povertà. Al tempo stesso sappiamo che si tratta di un primo passo che dovrà vederne di ulteriori e questo è stato anche il senso dell’intesa tra noi e il mondo associativo, sindacale, culturale”.

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